“Non sa giocare a calcio”: l’ex leggenda rossonera affossa Leao, l’attacco è durissimo

“Non sa giocare a calcio”: l’ex leggenda rossonera affossa Leao, l’attacco è durissimo
Rafael Leao, attaccante del Milan

Alessandro Costacurta, ex bandiera del Milan e oggi opinionista, ha rilasciato un’intervista al Corriere dello Sport in cui non usa mezzi termini per giudicare Rafael Leao. L’ex difensore rossonero ha criticato apertamente il portoghese, chiarendo di non esser mai stato suo estimatore.

“Leao è uno showman…”: le critiche senza filtri di Billy

Costacurta non nasconde di non aver mai apprezzato Leao, fin dai suoi esordi all’età di 19 anni, quando in tanti lo indicavano come predestinato o addirittura futuro Pallone d’Oro:

“Non sono un estimatore di Leao, non lo sono dalla prima ora, da quando aveva diciannove anni e qualcuno lo considerava un predestinato, un futuro Pallone d’oro. Insieme a tanti Palloni d’oro io ho giocato, tutta gente che metteva il proprio talento al servizio della squadra. Rafa è enigmatico, è uno showman.”

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Poco efficace per la squadra: Rafa ancora preso di mira

Billy non si ferma qui: arrivano anche giudizi sull’efficacia delle giocate del ventiseienne rossonero, ormai nel pieno della maturità ma ancora incompleto:

“Nel calcio la bellezza deve risultare anche efficace, perciò interessante. E poi lui non è più un ragazzino, a giugno compirà ventisette anno, non ne ha più venti”

Parole che, pur essendo un’opinione personale, rispecchiano un malumore diffuso tra tanti tifosi, che aspettano un salto di qualità che tarda ad arrivare. Chissà se Leao userà queste critiche come stimolo o se le ignorerà, considerandole come l’ennesima “frecciata” di un ex calciatore.

Da Pozzuoli con ardore e sangue flegreo, ma con il cuore professionale forgiato all'ombra della Madonnina. Dal 2018 faccio parte del network Nuovevoci, dove trasformo la passione per il calcio in comunicazione. Il mio percorso si è consolidato a Milano con un Master in Giornalismo Sportivo alla Cattolica: un'esperienza che ha svoltato il mio approccio, permettendomi di raccontare oggi l'universo rossonero con una prospettiva che unisce la narrazione del Sud alla dinamicità della capitale del calcio italiano.

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