Max Allegri durante l'intervista a DAZN - SpazioMilan.it
Massimiliano Allegri chiude definitivamente il discorso scudetto dopo il ko di Napoli. L’Inter con nove punti di vantaggio ha reso la corsa iridata una battaglia già persa, almeno secondo l’allenatore rossonero che ora concentra ogni energia sulla Champions League.
Allegri e lo scudetto: la resa matematica del Milan
Non c’è diplomazia nelle parole di Allegri al termine della sfida del Maradona. La squadra rossonera ha subito una sconfitta che, più che per il risultato, pesa per le implicazioni sulla lotta al vertice. Il distacco dall’Inter non è più colmabile nel calcio reale, anche se teoricamente tutto rimane aperto. Allegri ha scelto di abbandonare ogni velleità scudetto e di ripiegare su un obiettivo più concreto: la qualificazione diretta in Champions.
“La corsa scudetto credo che ormai abbiamo dato, l’Inter ha 9 punti di vantaggio e il Napoli è il secondo. Pensiamo all’Udinese e dobbiamo rimanere sereni, siamo dentro il nostro obiettivo. Bisogna fare un tot di punti e mantenere il vantaggio”.
Max Allegri durante l’intervista a DAZN – SpazioMilan.it
Nkunku e Fullkrug: il peso delle occasioni non sfruttate
La scelta di schierare Nkunku da titolare ha prodotto lavoro tattico ma zero reti. Il francese ha avuto due occasioni nitide, specialmente nel primo tempo, dove Allegri sottolinea che “uno come lui deve fare gol, o almeno prendere la porta”. Fullkrug ha contribuito alla manovra, ma il risultato rimane una sconfitta che grida vendetta. Entrambi hanno giocato bene complessivamente, secondo l’allenatore, ma nel calcio moderno la bontà della prestazione collettiva non sempre premia chi non finalizza.
“Hanno fatto una buona partita, Nkunku ha avuto due situazioni e ha lavorato molto bene per la squadra. In una delle due uno come lui doveva fare gol. Sono stati bravi, come tutta la squadra. Il calcio è fatto di queste situazioni, dove noi abbiamo peccato. Partita bloccata, nel primo tempo abbiamo subito il tiro di Spinazzola e il contropiede su una palla persa nostra. Nel secondo tempo uguale, tutte ripartenze che abbiamo scatenato in alcune situazioni”
Il 4-3-3 dipende dalle condizioni fisiche
Quale futuro per il modulo tattico? Allegri non esclude il 4-3-3 dal primo minuto, ma subordina tutto alle disponibilità fisiche. Pulisic è rientrato venerdì, Leao ha accumulato solo due mezzi allenamenti dopo dodici giorni di stop. Schierare tre attaccanti davanti presuppone che gli esterni siano in condizione ottimale, condizione che il Milan fatica a mantenere in questa fase della stagione.
L’allenatore ha ammesso di aver valutato di spaccare la partita prima, magari già al 70esimo minuto, ma ha preferito una gestione più conservativa. Leao quest’anno ha iniziato bene, poi una serie di infortuni lo ha trascinato giù. Recuperare la forma del brasiliano diventa cruciale perché a questo punto della stagione il Milan ha bisogno di tutti, non di scelte obbligate.