Pulisic non segna dal 28 dicembre, Leao da inizio marzo. Il Milan ha cinque attaccanti disponibili ma nessuno attraversa un momento positivo, con il quarto attacco del campionato. È vero, gli infortuni hanno condizionato l’andamento del reparto offensivo a disposizione di Max Allegri, ma il periodo di emergenza è finito da un po’.
Pulisic e la striscia negativa: 15 partite senza gol
L’americano ha raggiunto un traguardo tutt’altro che invidiabile. Quindici partite consecutive senza reti rappresentano il peggior momento della sua carriera, superato solo dal record negativo di 16 gare con il Chelsea nella stagione 2022-23. Dal 28 dicembre scorso, quando ha segnato all’Hellas Verona, Pulisic non ha più trovato la via del gol. La sua capacità di lettura del gioco e di inserimento in area, caratteristiche che lo contraddistinguevano nelle prime settimane di stagione, sono scomparse. Arriva un passo dopo gli avversari, non mezzo passo prima, e soprattutto non vede più la porta.

Leao fermo da marzo: l’assist a Rabiot non basta
Rafael Leao ha segnato l’ultimo gol il primo marzo contro la Cremona, ma il suo contributo decisivo risale al 18 febbraio nel match con il Como. Domenica contro il Verona ha offerto un assist verticale ad Adrien Rabiot che ha testimoniato il suo valore tecnico, eppure è stato fischiato dalla tifoseria e ha protestato per il cambio con Allegri. Complessivamente ha messo a segno 9 gol e 3 assist, numeri che hanno portato 15 punti al Milan. Manca però la continuità: chi ricorda l’ultima volta in cui è stato una minaccia per 90 minuti interi?
Il portoghese ha raggiunto quota 50 tra gol e assist in trasferta in Serie A dal 2019 a oggi, un club esclusivo insieme a Lukaku, Berardi, Immobile e Lautaro. Eppure questa statistica fredda non restituisce l’impressione di un giocatore in difficoltà, pesante nelle sue movenze, incostante nelle prestazioni.
Gli altri attaccanti: Gimenez, Nkunku e Füllkrug non convincono
Santiago Gimenez ha avuto una chance al Bentegodi con 27 minuti più recupero. Ha giocato 4 passaggi positivi e 11 palloni complessivi: uno sciopero silenzioso. Christopher Nkunku è stato titolare solo una volta negli ultimi due mesi e non segna dal 3 febbraio. Contro il Verona è entrato nel finale quando il Milan aveva un chiaro comandamento tattico: non prendere rischi. Non ha mai calciato verso la porta. Niclas Füllkrug non è sceso in campo, un passo indietro dopo i 180 minuti giocati nelle tre partite precedenti contro Torino, Napoli e Udinese.
Quale motivo spiega questa situazione? Allegri ha dichiarato: “Essendo attaccanti vengono giudicati per i gol segnati, ma devono rimanere sereni, si sono messi a disposizione della squadra e questo è importante”. Il tecnico prova a dare fiducia, ma i numeri dicono altro. Il Milan ha il quarto attacco del campionato e 30 gol meno dell’Inter in 33 giornate: un abisso.
Per Milan-Juventus di domenica sera Allegri schiererà due punte. Gimenez aveva una possibilità ma non l’ha sfruttata al Bentegodi. I favoriti rimangono i soliti candidati: il numero 10 e l’11, Leao e Pulisic. Non sono i compagni di banco ideali, ma restano vicini finché il mercato non li separi. La sfida contro i bianconeri rappresenta un’occasione cruciale per invertire una tendenza che sta trascinando il Milan fuori dalla corsa scudetto. Gli attaccanti rossoneri devono ritrovare serenità e fiducia, perché le stagioni cambiano anche in base al rendimento dei propri terminali offensivi.
