Il Milan deve risolvere diversi problemi in attacco, perché il pacchetto offensivo non porta abbastanza gol alla squadra. Moise Kean potrebbe essere il profilo giusto per svoltare, ma l’attaccante azzurro e il Diavolo si dividono già prima di incontrarsi. Secondo il “Corriere Fiorentino”, il problema alla tibia dell’attaccante ha spinto i rossoneri a ritirarsi dalla corsa.
Kean e la tibia: il Milan sceglie di non rischiare
L’infortunio rappresenta solo la superficie del problema. Come rivelato dal giornale toscano, la questione fisica ha convinto il Milan a escludersi dalla trattativa, ma non è l’unico elemento che ha scoraggiato i rossoneri. Il calo di rendimento dell’attaccante e le questioni extra-campo hanno completato il quadro negativo. Non si tratta di una semplice cautela medica, bensì di una valutazione complessiva che ha portato la dirigenza a cercare altrove.
Il club rossonero affronta una stagione complicata. Con lo scudetto ormai irraggiungibile, la priorità è blindare la qualificazione in Champions League. Contemporaneamente, la programmazione estiva richiede scelte drastiche in attacco. Gli ultimi investimenti non hanno pagato: Christopher Nkunku (38 milioni) e Santiago Gimenez (poco più di 32 milioni) hanno deluso, lasciando un bottino realizzativo lontano dalle aspettative.

Milan e l’attacco: rivoluzione necessaria o improvvisazione?
Niclas Füllkrug arriverà al termine della sua esperienza senza riscatto dai cinque milioni richiesti dal West Ham. Nkunku e Gimenez sono in uscita. Serve una punta centrale nuova, questo è il diktat della società. Dusan Vlahovic e Robert Lewandowski rimangono soluzioni difficili per costi e gestione contrattuale. Lewandowski inoltre potrebbe rinnovare con il Barcellona per un anno aggiuntivo. Tuttavia, la scelta di escludersi da Kean dimostra una cosa: il Milan ha imparato a non inseguire nomi solo per inseguire nomi.
