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Diego Abatantuono distrugge la dirigenza del Milan: l’attacco è clamoroso

Diego Abadantuono con occhiali da sole e barba grigia, in giacca rossonera, durante un'intervista critica sulla dirigenza del Milan

Diego Abatantuono, attore milanese e tifoso rossonero da sempre, si è sfogato dopo l’ennesima stagione complicata del suo Milan. In un’intervista a Repubblica si è espresso a 360 gradi su tanti temi: dalla dirigenza al mercato, fino ad arrivare ad Ibrahimovic e il rimpianto legato all’addio di Madini.

Abatantuono deluso: “Questo non è il Milan”

Abatantuono è stato chiarissimo nell’intervento a Repubblica, sottolineando che la proprietà rossonera sia sempre più assente:

“Non c’è una società dietro, la squadra era stata lasciata sola. È stato un film con il colpo di scena. Ma se già hai capito che stai vedendo un horror, il finale ti spaventa meno”

Giorgio Furlani e Ibrahimovic in campo
Giorgio Furlani e Ibrahimovic si confrontano in campo

Sul mercato invernale, invece, l’attore spende parole durissime:

“A gennaio la Roma ha preso un centravanti, Malen, che ha segnato 14 gol, noi Fullkrug che ne ha segnato uno. E Nkunku? Lasciamo perdere”

Cardinale, Ibra e il rimpianto Maldini: furia Abatantuono

La parte più dura arriva quando Abatantuono fa riferimento a Cardinale e Ibrahimovic, ammettendo che non ha ben capito il suo ruolo all’interno dell’organigramma rossonero:

“A rappresentare il Milan c’è Gerry. Calà? Scotti? Ah no, si chiama Cardinale. Che non sa nulla di calcio. E si tiene uno che non sa fare quel lavoro. E io non ho ancora capito che ruolo abbia Ibra, che lavoro sta facendo”

La chiosa finale, poi, è tutta per la leggenda rossonera Paolo Maldini, assenza sempre più significativa in casa Milan:

” Serve una figura tipo Marotta all’Inter, una persona che sa di calcio, che conosca il club, la storia. Fa la differenza un dirigente che si mette tra chi ha i soldi e chi li deve spendere. Stavamo bene quando c’era Maldini. Lui era capace, legato al Milan, sapeva parlare ai giocatori. Io sono un tifoso che si è dimesso”

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