Milan, addio a fine stagione? Il sostituto può arrivare dalla Serie A

Milan, addio a fine stagione? Il sostituto può arrivare dalla Serie A
Giocatori del Milan abbracciano Maignan dopo una sua parata. Foto: ANSA

Tony D’Amico potrebbe lasciare l’Atalanta a fine stagione e il Milan sta già osservando con attenzione il direttore sportivo che ha trasformato Bergamo in una macchina di sostenibilità finanziaria. La permanenza di Tare sembra essere al momento fortemente in dubbio.

D’Amico e l’Atalanta: il divorzio annunciato

L’amministratore delegato della Dea, Luca Percassi, ha confermato la possibile separazione senza mezzi termini.

“Mi rendo conto che come capita per i giocatori anche lui possa essere corteggiato. Forse il nostro rapporto potrebbe concludersi, ma a livello di stima continuerà per sempre”.

Le parole di Percassi non lasciano dubbi: il dirigente, arrivato a Bergamo nel 2022 dal Verona, sta per lasciare la Dea dopo quattro stagioni decisive. In questo periodo ha costruito un’Europa League, una finale di Coppa Italia e due qualificazioni consecutive in Champions.

D’Amico rappresenta un profilo raro nel calcio italiano: specialista di mercato sostenibile capace di generare plusvalenze significative senza compromettere i risultati sportivi. A Verona aveva già dimostrato questa capacità trasformando Kumbulla, Rrahmani e Amrabat da investimenti inferiori ai 4 milioni in ricavi complessivi superiori ai 60. L’ossigeno finanziario prodotto da queste operazioni aveva permesso al club veneto di autofinanziarsi per stagioni intere.

Igli Tare in giacca blu durante un evento ufficiale, circondato da altri dirigenti
Igli Tare durante un evento ufficiale della dirigenza calcistica

Milan: Tare in discussione? D’Amico alla porta

La situazione in casa rossonera accelera i tempi. Come rivela ‘La Gazzetta dello Sport’, lo scorso giugno il Milan aveva già valutato D’Amico come candidato per affiancare l’ad Furlani nella gestione dell’area tecnica. La scelta era ricaduta poi su Tare, oggi però in discussione per i risultati deludenti degli investimenti più consistenti, nonostante l’arrivo di Modric abbia fornito leadership immediata. Ora le porte potrebbero riaprirsi per il dirigente bergamasco, che ha già fatto sapere di essere pronto a una nuova avventura.

A Bergamo, D’Amico ha elevato il livello degli acquisti rispetto al modello Verona. Ederson, De Ketelaere, Scamacca, Hien, Retegui e Kolasinac sono gli esempi più chiari di una strategia che unisce competitività immediata e valore crescente. Retegui in una sola stagione è passato da un investimento di 20 milioni a una cessione in Arabia Saudita per 65 milioni. Kolasinac, prelevato a parametro zero, è diventato uno dei pilastri della difesa atalantina. Questo flusso costante tra la proprietà e la direzione sportiva produce risultati sia sul campo che nei bilanci.

Le strategie rossonere saranno definite dopo il finale di stagione, come deciso dalla proprietà. Ma mentre il Milan aspetta di conoscere il proprio destino europeo, il mercato dei dirigenti procede senza sosta. D’Amico ha le valigie pronte e osserva l’evolversi della situazione.

Redazione SpaziMilan
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