Davide Ancelotti si candida per la panchina del Milan. Nel corso di un’intervista a La Gazzetta dello Sport, il figlio di Carlo non nasconde ambizioni milaniste e dichiara di sentirsi pronto per allenare i rossoneri, nonostante la poca esperienza da allenatore di prima squadra.
Ancelotti Jr. e il Milan: la dichiarazione di disponibilità
L’eredità di un cognome pesante non spaventa Davide, che dopo affiancato il papà Carlo in molte delle sue ultime avventure e aver provato la guida di una prima squadra, più precisamente al Botafogo, afferma:
“Allenerei il Milan e mi sento anche pronto per farlo.”
La dichiarazione arriva in un momento delicato per il club. Davide non parla di ipotesi lontane, ma afferma con certezza di possedere già gli strumenti per governare una squadra di quella caratura. Ha visto da vicino come gestire la pressione, ha imparato dai migliori, conosce gli ambienti dove si vince. La sua formazione passa attraverso le esperienze di suo padre, ma Davide rivendica una propria identità professionale, costruita passo dopo passo.
Gli aneddoti rossoneri: dal rimprovero di Fiori alla lezione di Modric
Durante l’intervista, Ancelotti Jr. ripercorre momenti significativi legati al mondo Milan. Uno di questi risale ai tempi in cui giocava come centrocampista: suo padre lo fece scendere in campo per alcuni minuti in un’amichevole contro la Dinamo Kiev, la stessa partita in cui esordì Pato. Davide Ancelotti commette un retropassaggio che costringe il portiere Fiori a intervenire con una parata disperata. Riceve un rimprovero duro dal preparatore, episodio che conserva nella memoria con una risata consapevole di chi ha capito il valore della disciplina.
Più interessante ancora è l’aneddoto su Luka Modric, oggi proprio al Milan. Ancelotti racconta un dettaglio curioso: il centrocampista croato indossava sempre particolari calzini sotto i calzettoni del Real Madrid. Un giorno, in trasferta contro il Rayo Vallecano, il magazziniere dimentica di portarli. Modric va in visibilio, entra in una furia comprensibile solo per un perfezionista di quella levatura. Ma c’è di più: prima di firmare con il Milan, Modric ha contattato Davide e suo padre. Una chiamata ordinaria nel calcio di alto livello, ma che testimonia quanto questi dettagli contino nelle scelte dei campioni. E chissà, se Davide dovesse diventare allenatore del Milan, potrebbe ritrovare proprio Luka Modric.
