Il Milan si approccia al finale di stagione con sei punti ancora da conquistare per la matematica certezza della Champions League. Come rivela Tuttosport, la qualificazione non è solo una questione di prestigio: ballano 60 milioni di euro che determinano il futuro dell’intera struttura rossonera.
Furlani e Tare nel mirino: la proprietà valuterà tutto
Senza la Champions League, il Milan non farà sconti a nessuno. La proprietà è pronta a rimettere in discussione sia il direttore sportivo Igli Tare, arrivato solo un anno fa, sia l’amministratore delegato Furlani. Tare non gode nemmeno ora di certezze assolute sulla permanenza, secondo quanto riferisce il quotidiano torinese. Una stagione intera dedicata al progetto potrebbe dissolversi in poche settimane se i rossoneri non chiuderanno tra le prime quattro del campionato.
Il contrasto con la stagione precedente è evidente. Lo scorso anno il Milan chiuse all’ottavo posto, mentre questa stagione ha costruito un’alternativa competitiva. Eppure gli ultimi sette turni di Serie A raccontano tutt’altra storia: solo sette punti su ventuno disponibili, con quattro gol segnati e nove subiti. Il trend offensivo e difensivo è preoccupante proprio quando serve continuità.
Allegri e i big: le tre partite che decidono tutto
Massimiliano Allegri ha costruito questo progetto insieme a Tare. Con la Champions League resterebbe quasi sicuramente sulla panchina rossonera, ma senza la qualificazione lo scenario cambia radicalmente. Non è solo una questione di allenatore: anche i big della rosa potrebbero decidere di cercare altre destinazioni. Rabiot, Pavlović, Modrić e Maignan rappresentano il nucleo su cui il Milan ha investito risorse importanti.
Restano tre partite: Atalanta, Genoa e Cagliari. Tre occasioni concrete per blindare il quarto posto ed evitare il terremoto. Il Milan sa bene che ogni passo falso dalle prossime giornate in poi potrebbe innescare una reazione a catena, dalle dimissioni di dirigenti fino alle cessioni di calciatori fondamentali. La crescita costruita in una stagione non basta: servono i risultati, e servono adesso.
Il mercato offensivo del Milan dipende interamente da questa qualificazione. Giocatori come Goretzka e Gila potrebbero diventare obiettivi concreti solo con la certezza economica che la Champions League garantisce. Senza quella qualificazione, il Diavolo dovrà ripiegare su profili minori e investimenti ridotti, rimandando il progetto di competitività europea di un’altra stagione. Nei prossimi giorni il Milan affronterà le tre sfide che decideranno il futuro di Allegri, della dirigenza e della rosa.
