Il Milan sta vivendo uno dei momenti più caotici degli ultimi anni: mentre in campo la squadra lotta ancora per un posto in Champions League, fuori dal terreno di gioco mister Allegri sta seriamente valutando di andarsene dopo gli scontri con Ibrahimovic. Tutto questo quando mancano solo due giornate alla fine del campionato e cinque squadre si contendono tre posti europei.
Allegri, la lite con Ibra e le telefonate ai giocatori
Il punto di non ritorno sarebbe arrivato dopo la sconfitta contro il Napoli del 6 aprile scorso. Una partita che, secondo Il Corriere dello Sport, è stata l’inizio della crisi. Dopo quel ko è esplosa una lite furibonda tra Allegri e Zlatan Ibrahimovic, con divergenze sia sul modo di giocare che sulla composizione della rosa per la prossima stagione.
Ma l’indiscrezione più pesante riguarda alcune telefonate che Ibrahimovic avrebbe fatto direttamente ad alcuni calciatori, tra cui Leao e Fofana, per fornire indicazioni tattiche diverse da quelle del tecnico. In pratica, il senior advisor avrebbe scavalcato l’allenatore nella gestione del gruppo, un’ingerenza che difficilmente un tecnico del livello di Allegri potrebbe digerire in silenzio.

Rinnovo automatico fino al 2028, eppure Max pensa all’addio
Sul tavolo di Max, intanto, ci sarebbe un rinnovo automatico fino al 2028 a circa sei milioni di euro netti a stagione, ma solo in caso di qualificazione alla Champions League. Eppure Allegri starebbe comunque pensando di andarsene, indipendentemente dal piazzamento finale. Il motivo è semplice: il tecnico livornese vorrebbe lavorare in un ambiente dove le decisioni tecniche vengano prese da chi ne ha la competenza.
Nel frattempo si fa strada l’ipotesi che Allegri possa diventare il nuovo commissario tecnico della Nazionale italiana, ruolo per cui è considerato uno dei candidati principali insieme a Roberto Mancini. Tutto rimandato, però, all’elezione del presidente federale, prevista per il 22 giugno, con Giovanni Malagò ampiamente favorito. Dopo quella data, si capirà qualcosa in più anche sul futuro della panchina azzurra.
