Milan, critiche a Tare? Ambrosini non ci sta: “Ha meno colpe di tutti…”

Milan, critiche a Tare? Ambrosini non ci sta: “Ha meno colpe di tutti…”
Tare durante evento ufficiale. Foto: ANSA

Massimo Ambrosini accusa il Milan di un crollo psicologico dopo la partita contro la Lazio e prevede che Igli Tare sarà il capro espiatorio, nonostante abbia meno responsabilità di altri.

Il crollo dopo la Lazio: quando il Milan ha mollato

Durante il podcast ‘Elastici’ a Cronache di Spogliatoio, l’ex rossonero ha individuato il punto di rottura nella gara contro i biancocelesti. Non è una questione di tattica o di assenze, ma di qualcosa di più profondo che ha toccato l’equilibrio psicologico della squadra. Ambrosini parla di un dato di fatto: il Milan ha mollato. La percezione che filtra dall’ambiente è quella di una situazione insostenibile, dove qualcosa è definitivamente cambiato negli ultimi giorni.

La domanda che Ambrosini non si pone è se questa crisi sia solo frutto di mancanza di motivazioni. Perché la risposta, secondo lui, va oltre. C’è stato un evento specifico che ha alterato gli equilibri interni, e non è possibile ignorarlo o sperare che passi da solo. Il Milan non può continuare così.

Tare il sacrificato: colpe minori, prezzo massimo

Qui Ambrosini prende posizione netta. Tra tutti i dirigenti e i responsabili della gestione rossonera, Tare è colui che ha commesso meno errori. Eppure sarà lui a pagare le conseguenze. È la logica del capro espiatorio: non sempre chi sbaglia di più è quello che viene punito. A volte tocca a chi è meno colpevole diventare il simbolo del fallimento.

L’ex capitano del Milan non lo dice in modo velato: Tare andrà a pagare. Non è un’opinione, è una previsione basata su come funzionano i meccanismi di potere dentro i club. Quando una situazione esplode, serve un nome, un volto su cui scaricare le responsabilità. E Tare, per quanto meno coinvolto negli errori principali, rappresenta la scelta più semplice dal punto di vista comunicativo.

Igli Tare in conversazione con dirigenti Milan, Ibrahimovic e Allegri durante un incontro all'aperto
Igli Tare sacrificato in casa Milan

Cardinale deve intervenire: non c’è alternativa

Ambrosini è categorico su un punto: Gerry Cardinale non può più stare a guardare. Anche se il Milan raggiungesse i risultati sportivi prefissati, il proprietario americano è obbligato a prendere in mano la situazione personalmente. Non è un’opzione, è una necessità. La crisi è strutturale, non risolvibile con aggiustamenti marginali.

Il Milan ha bisogno di una mano ferma che ridefinisca gli equilibri interni e blocchi il deterioramento che è iniziato dopo la Lazio. Senza un intervento deciso dalla proprietà, il rischio è che le conseguenze si moltiplichino e il danno diventi irreparabile. Cardinale ha il potere e la responsabilità di agire.

La situazione del Milan nei prossimi giorni dipenderà dalla capacità di ritrovare stabilità psicologica e da come la proprietà gestirà i cambiamenti necessari. Se Cardinale rimane passivo, la previsione di Ambrosini su Tare potrebbe avverarsi rapidamente, con effetti a cascata su tutta l’organizzazione rossonera.

Redazione SpaziMilan
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