Giorgio Furlani potrebbe lasciare la carica di amministratore delegato del Milan nelle prossime settimane. La protesta dei tifosi rossoneri e l’esigenza di rinnovamento dirigenziale spingono verso un cambio organizzativo.
Furlani sotto pressione: le ragioni dell’addio
Come rivela ‘La Gazzetta dello Sport’, un cambio nell’organigramma del Milan avverrà con ogni probabilità a prescindere dal risultato della partita contro il Cagliari. L’amministratore delegato ha subito critiche costanti durante e dopo Milan-Atalanta, quando i tifosi rossoneri hanno manifestato il loro malcontento. La dirigenza percepisce un clima ostile intorno a Furlani, tanto che potrebbe decidere autonomamente di fare un passo indietro.
La situazione non è marginale. I rossoneri sentono l’esigenza di creare maggiore sintonia all’interno della struttura societaria, soprattutto considerando la presenza di figure come Zlatan Ibrahimovic e Max Allegri. Una nuova guida amministrativa potrebbe ridefinire gli equilibri interni e risolvere tensioni che si sono accumulate negli ultimi mesi.

I candidati per il dopo Furlani: da Galliani a Carnevali
Tra i nomi più accreditati per la successione spicca Adriano Galliani, che vanta un curriculum solido e un ottimo rapporto con Allegri. La sua nomina avrebbe il vantaggio di garantire una convivenza serena tra l’allenatore e Ibrahimovic, il quale potrebbe dedicarsi ad attività più commerciali piuttosto che a ruoli operativi.
Giovanni Carnevali del Sassuolo rappresenta un’altra opzione concreta: negli anni ha costruito un modello basato su acquisizioni di giovani talenti e successive rivendite a prezzi superiori, perfettamente in linea con la filosofia RedBird. Anche Claudio Fenucci del Bologna figura tra i candidati considerati dalla proprietà.
Quale profilo serve davvero al Milan? Un dirigente capace di coniugare ambizione sportiva con sostenibilità economica. Carnevali ha dimostrato di saper gestire questo equilibrio al Sassuolo, dove ha ceduto giocatori come Raspadori, Scamacca e Frattesi mantenendo la competitività del club.
Champions League: il verdetto che cambia il mercato
La partita di domani contro il Cagliari rappresenta uno snodo cruciale per le finanze rossonere. L’accesso alla Champions League garantirebbe 60 milioni di euro in premi UEFA, cifra che consentirebbe al Milan di operare sul mercato senza costrizioni. In caso di esclusione, il club affronterebbe il secondo anno consecutivo senza i ricavi della massima competizione europea, con il rischio concreto di un ridimensionamento della rosa.
Senza questi incassi, la dirigenza potrebbe essere costretta a cedere almeno un big per equilibrare il bilancio. Profili come Leon Goretzka potrebbero non arrivare senza la Champions, trasformando completamente il progetto estivo. Un nuovo amministratore delegato dovrà quindi operare in un contesto di risorse limitate se il verdetto di Cagliari dovesse essere negativo.
Entro sette giorni il Milan comunicherà ufficialmente le proprie decisioni. La partita contro il Cagliari accelererà i tempi di una transizione che sembra ormai inevitabile indipendentemente dall’esito sportivo. Il nuovo amministratore delegato avrà il compito di ricucire il rapporto con l’ambiente e ridisegnare la strategia complessiva del club per il prossimo triennio.
