Giorgio Furlani spinge forte per portare Tony D’Amico come nuovo direttore sportivo del Milan, secondo quanto rivela il Corriere dello Sport. Il cambio al vertice della dirigenza rossonera comporterebbe l’addio di Igli Tare dopo una sola stagione.
D’Amico al Milan: la spinta di Furlani per il nuovo direttore sportivo
L’amministratore delegato rossonero non sceglie la strada della continuità. Furlani ha deciso di accelerare per D’Amico, tentativo concreto che comporterebbe l’uscita di scena di Tare. Non si tratta di una semplice valutazione, ma di una decisione già avanzata nella fase negoziale.
Con il nuovo direttore sportivo arriverebbe anche un cambio in panchina. Massimiliano Allegri potrebbe lasciare il Milan nonostante il rinnovo automatico fino al 2028 in caso di qualificazione alla Champions League. La destinazione probabile: la panchina della nazionale italiana. Al suo posto, il Milan starebbe valutando Vincenzo Italiano come allenatore.
Italiano al Milan: dal 3-5-2 di Allegri al 4-3-3 aggressivo
Il passaggio da Allegri a Italiano rappresenterebbe una rottura tattica completa. L’ex allenatore della Fiorentina costruisce il suo calcio su principi opposti: possesso palla, difesa alta e aggressiva, ricerca della superiorità offensiva. Allegri predica contenimento e solidità difensiva. Con Italiano il Milan abbandonerebbe il 3-5-2 per adottare il 4-3-3 o il 4-2-3-1, con manovra bassa dalla difesa e controllo del gioco.
Quali conseguenze operative comporterebbe questo cambio? Il Milan dovrebbe intervenire pesantemente sul pacchetto difensivo. Pavlović, pilastro della linea a tre di Allegri, ha sofferto enormemente quando è stato costretto a difendere a quattro: lo ha dimostrato nella scorsa stagione con Fonseca, quando ha faticato nel doversi adattare a una difesa meno compatta e più esposta. Scenario identico potrebbe ripetersi con Italiano, che richiede difensori capaci di coprire ampi spazi in una linea a quattro.
Serve anche un terzino destro di esperienza. Saelemaekers è un esterno offensivo, ma non una soluzione affidabile sulla linea difensiva a quattro. Athekame, ancora giovane, non sembra garantire la solidità necessaria per una rivoluzione tattica di questa portata. Furlani avrebbe quindi due fronti aperti: la gestione della transizione in panchina e un mercato difensivo importante per adattare la rosa alla nuova filosofia di Italiano.
La rivoluzione del Milan passa attraverso tre elementi: D’Amico in dirigenza, Italiano in panchina, e un intervento deciso sul mercato per costruire una difesa a quattro competitiva. Il club rossonero prepara un cambio radicale, sia dal punto di vista organizzativo che tattico, per la prossima stagione.
