È circa da febbraio che il Milan vive una crisi profonda che rischia di costare la Champions League. Allegri, Tare e Furlani sono tutti sotto esame, mentre i tifosi contestano il modello gestionale americano. Ecco cosa sra succedendo secondo il ‘Corriere dello Sport’.
Milan e la spirale delle rivoluzioni: novanta giocatori in tre anni
Dal maggio 2022, quando il Milan ha vinto l’ultimo scudetto, il fondo RedBird ha trasformato completamente la struttura della squadra. In tre anni il club ha cambiato oltre novanta giocatori tra cessioni e acquisti, sostituito quattro allenatori e rivoluzionato l’area dirigenziale. Eppure i risultati non arrivano. Inter e Napoli si sono alternati sul trono mentre il Diavolo ha fatto solamente da comparsa, accumulando quasi venti punti di distacco dalla vetta in ciascuna delle ultime due stagioni.
La gestione RedBird si è costruita su una logica precisa: vendere i migliori giocatori ogni anno per finanziare il mercato in entrata. Nel 2024 è toccato a Tonali, nel 2025 a Reijnders, Thiaw e Theo Hernandez. Adesso il rischio concreto riguarda Leao e altri big della rosa.
Questa filosofia economica non combacia con la storia e il blasone internazionale del Milan. I tifosi non si sentono rappresentati dalla proprietà americana e rivendicano una gestione diversa, ricordando Paolo Maldini, licenziato da Cardinale nell’estate del 2023.

Furlani convoca tutti i dirigenti: clima di tensione totale
Ieri a Casa Milan Furlani ha riunito tutti i dirigenti delle varie aree, compreso il direttore sportivo Tare, per metterli di fronte alle proprie responsabilità. Non ci sono state dimissioni, ma un invito esplicito a dare il massimo nelle ultime due partite dell’anno. Il clima in sede è parecchio teso: la contestazione dei tifosi durante il match con l’Atalanta, i fischi e la paura concreta di perdere la Champions League creano preoccupazioni enormi.
Una mancata qualificazione comporterebbe una perdita economica tra settanta e ottanta milioni di euro. Senza l’Europa che conta scatterà il ridimensionamento, con meno disponibilità economica per gli acquisti e necessità di cedere giocatori per tenere il bilancio in ordine. Ecco perché ottenere il pass per la Champions è vitale per il Milan di RedBird.
Nel frattempo i risultati nefasti da febbraio hanno messo tutti in discussione: tecnico, direttore sportivo e amministratore delegato. Non sono previsti ribaltoni fino alla fine del campionato, ma la situazione è precipitata e la terza rivoluzione in tre anni appare sempre più probabile se il Milan non riuscirà a rientrare nelle prime quattro.
