Nkunku, che sorpresa: l’ex Chelsea meglio di Leao

Nkunku, che sorpresa: l’ex Chelsea meglio di Leao
Christopher Nkunku, attaccante del Milan. Foto: ANSA

Il Milan si prepara all’ultima partita di questa stagione. Contro il Cagliari, i rossoneri saranno padroni del proprio destino e con una vittoria strapperanno il pass per la prossima Champions League chiudendo il campionato al terzo posto in classifica. La squadra di Massimiliano Allegri andrà nuovamente in ritiro nella giornata di venerdì, proprio come fatto prima della trasferta ligure. Contro i sardi è vietato sbagliare e per centrare l’obiettivo il tecnico livornese è pronto ad affidarsi ancora una volta ad uno spumeggiante Christopher Nkunku.

Nkunku supera Leao: una giocata decisiva ogni 125 minuti

L’unico praticamente certo di partire dal primo minuto in attacco contro il Cagliari è Christopher Nkunku. Nonostante una stagione con pochi alti e tanti bassi, nelle ultime partite il francese sembra essere diventato l’uomo del destino del Milan. L’ex Chelsea è sicuramente una delle note più positive in questo finale di campionato e i numeri sottolineano questo apporto.

Come scrive ‘La Gazzetta dello Sport’, tra campionato e Coppa Italia ha giocato 1377 minuti con 8 gol fatti (7 in Serie A e uno in Coppa) e 3 assist serviti (tutti in Serie A). Una giocata decisiva ogni 125 minuti, un dato di gran lunga superiore a quello di Fullkrig e Gimenez ma anche di Rafael Leao: il portoghese ha infatti messo a referto una rete o un passaggio decisivo ogni 149 minuti (10 gol complessivi e 3 assist).

L’unico che ha fatto meglio in tal senso è Christian Pulisic, nonostante un girone di ritorno da mani nei capelli: 10 gol e 4 assist in 1671 minuti, ovvero una giocata decisiva ogni 119 minuti.

Da Pozzuoli con ardore e sangue flegreo, ma con il cuore professionale forgiato all'ombra della Madonnina. Dal 2018 faccio parte del network Nuovevoci, dove trasformo la passione per il calcio in comunicazione. Il mio percorso si è consolidato a Milano con un Master in Giornalismo Sportivo alla Cattolica: un'esperienza che ha svoltato il mio approccio, permettendomi di raccontare oggi l'universo rossonero con una prospettiva che unisce la narrazione del Sud alla dinamicità della capitale del calcio italiano.

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