Giorgio Furlani rischia l’avvicendamento al Milan. Secondo quanto riporta Calciomercato.com, una parte importante di RedBird sarebbe profondamente insoddisfatta dell’operato del dirigente rossonero e starebbe spingendo per un cambio ai vertici.
Furlani può dire addio: RedBird riflette
Il quadro è pesante. Furlani ha rinnovato il contratto fino al 2028 esattamente un anno fa, tornando da un vertice in America con carta bianca da Gerry Cardinale. Eppure il bilancio sportivo degli ultimi quattro anni parla chiaro: dal giugno 2022, quando RedBird ha acquisito il club, il Milan ha vinto soltanto la Supercoppa Italiana. Una sola coppa, mentre Inter e Napoli hanno dominato il campionato.
Nel frattempo, impazza la contestazione dei tifosi del Milan, i qualli hanno rilanciato una petizione contro di lui, invitandolo a rassegnare le dimissioni. Tale protesta, secondo il portale, non avrebbe lasciato indifferente l’ad, anche lui in fase di riflessione sul suo futuro.
Milan, senza Champions sarebbe un vero fallimento
La pressione interna su Furlani cresce perché il contrasto tra investimenti e risultati è diventato insostenibile. RedBird aveva costruito un piano di crescita europeo: il Milan doveva tornare ai vertici, invece è scivolato progressivamente verso la mediocrità. Con tre giornate ancora da disputare, il’obiettivo minimo della Champions League è ancora in bilico. Se dovesse sfumare, la posizione del dirigente milanese si farebbe ancora più precaria all’interno della proprietà americana. La finestra estiva sarà decisiva. Cardinale dovrà scegliere se perseverare con Furlani oppure affidare il progetto a una nuova figura.
