Fikayo Tomori commette un’ingenuità fatale contro il Sassuolo e lascia il Milan in dieci. L’espulsione al 24° minuto, arrivata con due gialli in rapida successione, ha condizionato completamente la gara e aperto il dibattito sulla gestione dell’esperienza in campo. Christian Brocchi non ci sta e dice la sua su quanto accaduto.
Tomori e l’errore da evitare: “Non è un ragazzino”
Il difensore del Milan riceve la prima ammonizione dopo dieci minuti di gioco. Pochi istanti dopo, commette un secondo fallo e viene espulso. Una sequenza che non avrebbe dovuto accadere a un giocatore con il suo curriculum internazionale. Christian Brocchi, ex rossonero, non usa mezzi termini nel giudicare l’accaduto a DAZN:
“È stato ingenuo. Una volta che commetti un fallo e sei ammonito dopo dieci minuti, non puoi, con l’esperienza che hai accumulato in carriera, fare una sciocchezza del genere. In quel momento lì devi saper ragionare e penso che Allegri ci abbia pensato, ma poi dopo non è un ragazzino Tomori, gli ha voluto dare quella fiducia pensando che non incorresse in un danno del genere. Però poi ne ha pagato le conseguenze
Non è una sconfitta casuale, ma la conseguenza diretta di una scelta sbagliata nel momento sbagliato.

Allegri e la fiducia tradita: il ragionamento che non arriva
Non si tratta di un’espulsione per proteste o per un’entrata violenta. È l’accumulo di due infrazioni banali, evitabili con la giusta concentrazione. Un giocatore che ha giocato in Premier League, che conosce i ritmi della Serie A, dovrebbe possedere la consapevolezza necessaria per gestire una situazione del genere. Invece Tomori cade nella trappola più elementare: perdere il controllo quando la partita è ancora aperta.
Le conseguenze per il Milan vanno oltre il risultato di questa singola partita. Dopo il pareggio contro la Juventus, i rossoneri avevano l’obbligo di vincere a Reggio Emilia. L’espulsione ha reso impossibile anche pareggiare. Allegri ha dovuto fare i conti con una squadra decimata, incapace di creare occasioni significative nel corso dei 70 minuti restanti. Il 2-0 finale rispecchia completamente il divario creato dall’inferiorità numerica e dalle scelte sbagliate in difesa.
