Gerry Cardinale ha scelto Jovan Kirovski e Bobby Gardiner per gestire il mercato del Milan dopo il fallimento del casting per una nuova dirigenza. Secondo Tuttosport, la proprietà americana vorrebbe affiancare ai due dirigenti Domenico Teti, reduce dal Wolverhampton, e il super-agente George Gardi per accelerare le operazioni in entrata.
Kirovski e Gardiner: la promozione d’emergenza
Il Milan si trova nella necessità di avere un interlocutore immediato con procuratori e società interessate a trattare con il club. Cardinale ha deciso di promuovere Kirovski, fino a oggi occupato solo delle giovanili, alla supervisione anche della prima squadra. Gardiner, già analista, diventa capo scout in sostituzione di Moncada. Una scelta che risponde a un’esigenza concreta: il 20 giugno il club non può permettersi di restare senza referenti sul mercato.
Il problema è strutturale e immediato. Nessuno dei due possiede il patentino da dirigente, il che significa che non possono sottoscrivere documenti ufficiali nelle trattative. È una limitazione tecnica che costringe la proprietà a cercare una figura con pieni poteri amministrativi, cosa che Kirovski e Gardiner non hanno.
Teti come soluzione amministrativa
Domenico Teti arrivebbe al Milan per colmare questo vuoto. Ha il patentino necessario e conosce il mercato da quasi vent’anni: da dirigente ha lavorato a Verona, Lugano, Sampdoria (dove scovò Mauro Icardi e Sergio Romero), Novara e poi all’estero con l’Apoel Nicosia e l’Al-Shabab. La sua esperienza è concreta, ma la sua permanenza al Wolverhampton si è conclusa male, sollevato dall’incarico dopo aver contestato l’esonero di Vítor Pereira a novembre. Teti diventa la “stampella” amministrativa di una struttura nata dall’emergenza. Non è il direttore tecnico vero e proprio, ma il garante burocratico che consente a Kirovski e Gardiner di operare concretamente sul mercato.
George Gardi e la strategia internazionale
Accanto a questa struttura interna, il Milan si vuole affidare anche al super-agente George Gardi come collaboratore nelle operazioni di mercato. Gardi è stato protagonista della crescita internazionale del Galatasaray, curando i trasferimenti di Dries Mertens, Mauro Icardi, Leroy Sané e Victor Osimhen. La sua rete di contatti globali rappresenta una risorsa per accelerare le trattative internazionali senza dipendere completamente da dirigenti ancora in rodaggio.
Questa scelta rivela una strategia duplice: gestione interna con Kirovski e Gardiner, supporto esterno tramite Gardi per le operazioni più complesse. Non è una struttura convenzionale, ma risponde all’urgenza di avere subito una squadra operativa sul mercato.
Amorim manager, non solo allenatore
Rúben Amorim avrà poteri da allenatore-manager in questa nuova configurazione. Il portoghese dovrà parlare direttamente con i giocatori per spiegare il progetto tattico e sportivo del club, colmando il vuoto comunicativo che caratterizza il Milan da mesi. Con un curriculum come il suo, è naturale che la responsabilità di illustrare la visione futura ricada su di lui piuttosto che su una dirigenza ancora in via di definizione. Questo trasferimento di poteri ha una conseguenza diretta: Amorim non sarà solo un allenatore che riceve calciatori dal mercato, ma un manager che contribuisce attivamente alle scelte di mercato e alla costruzione della rosa.
Per il Milan, i prossimi colpi di mercato dipenderanno da come questa struttura d’emergenza riuscirà a costruire una squadra competitiva entro fine estate, con Teti che firma i documenti, Gardi che contatta gli agenti internazionali e Amorim che convince i giocatori sul progetto.
