Gerry Cardinale ha definito l’organigramma del Milan affidando il mercato a Hendrik Almstadt e l’amministrazione a Massimo Calvelli, senza nuovi ingressi esterni.
Cardinale e il modello Liverpool: la struttura snella del Milan
Dopo settimane di valutazioni, il proprietario rossonero ha completato la riorganizzazione interna del club. La scelta di non ricorrere a figure esterne rappresenta una decisione strategica precisa: tutti i ruoli rimangono affidati a persone già dentro la società. Cardinale, che negli ultimi anni ha delegato le decisioni, torna a guidare direttamente le scelte del Milan prendendo a modello il Liverpool, club di cui è stato a lungo secondo maggiore azionista presso RedBird Capital Partners.
La nuova struttura sportiva avrà ambiti definiti e collegati tra loro. Al vertice resta Cardinale, ma il lavoro operativo procede in team. Hendrik Almstadt, direttore del player trading, gestirà compravendite e movimenti di mercato. Bobby Gardiner, promosso a direttore della Football Intelligence, individuerà i profili funzionali alle richieste di Ruben Amorim. Donato Lomonte supervisionerà l’area scouting. Una quarta figura, già individuata, coprirà l’incarico di Head of Recruitment Analysis con competenze su analisi video e supporto tecnico.
Calvelli amministratore delegato, Ibrahimovic consulente della proprietà
Chi comanda il lato amministrativo? Massimo Calvelli, che ha già ereditato le deleghe di Giorgio Furlani. RedBird porterà nel Milan anche David Castelblanco, braccio destro di Cardinale negli investimenti e già membro del Cda rossonero. Zlatan Ibrahimovic mantiene il ruolo di consulente della proprietà.
Le conferme completano il quadro: Paolo Scaroni continua come presidente del club. Jovan Kirovski prosegue nella gestione dello sviluppo giovanile tra Milan Futuro e settore giovanile. Vincenzo Vergine rimane responsabile del vivaio. La scelta di mantenere questi ruoli dimostra continuità nelle aree consolidate mentre il mercato e la strategia sportiva cambiano marcia.
La sfida concreta: costruire una rosa competitiva con il modello Liverpool
Il modello Liverpool implica una visione di lungo termine basata su scouting accurato, sviluppo dei giovani e scelte di mercato precise. Almstadt avrà il compito di tradurre questa filosofia in operazioni concrete. La struttura snella e i ruoli definiti dovrebbero evitare i conflitti di competenze che hanno caratterizzato le scorse stagioni. Il vero test arriverà sul mercato: se Almstadt riuscirà a costruire una rosa all’altezza delle ambizioni di Amorim dipenderà dalla qualità delle scelte e dalla capacità di integrare i nuovi giocatori nel progetto Milan.
