Tre profili erano già stati contattati dal Milan prima della rivoluzione dirigenziale di febbraio. Lo stallo totale della società ha congelato ogni trattativa in corso.
A metà gennaio, secondo la Gazzetta dello Sport, l’intesa con Goretzka era già stata trovata: il Bayern lo avrebbe lasciato partire a parametro zero, il giocatore aveva accettato la proposta rossonera. Nel progetto iniziale avrebbe giocato accanto a Modric e Rabiot, una combinazione che avrebbe alzato notevolmente il livello della squadra. Ma il contesto era completamente diverso: il Milan era secondo a tre punti dall’Inter, in piena serie di ventiquattro risultati utili consecutivi, e Allegri sembrava aver aperto un ciclo prolifico.
Il reset societario cancella tutto: undici giorni di caos
Cardinale ha resettato completamente l’area tecnico-sportiva, azzerando quattro posizioni dirigenziali senza ancora riempirle. La conseguenza è drammatica: il Milan è fermo, immobile sulla progettazione futura perché non esiste ancora una figura che possa gestire eventuali trattative. Il mercato non aspetta l’incertezza. Se oggi Ibrahimovic chiamasse Goretzka per chiedergli di attendere, le probabilità di essere ascoltato sarebbero minime. Scenario ancora più surreale perché, senza un allenatore confermato, nemmeno è dato sapere se il tedesco sarebbe effettivamente gradito al nuovo progetto.
La dinamica si ripete identica con gli altri obiettivi. Gila era uno degli arrivi più importanti per la difesa, individuato anche grazie alle buone ambasce dell’ex ds biancoceleste Tare. Ora il difensore spagnolo viene accostato al Napoli di Allegri. Sorloth, il norvegese scelto come rinforzo principale per l’attacco dopo una stagione disastrosa, sta finendo nel mirino della Juve. La scomparsa del Milan da qualsiasi scenario di mercato ha agevolato direttamente la concorrenza.
Goretzka e gli altri: quando l’azzeramento diventa retroattivo
L’effetto del reset non è solo immediato, ma anche retroattivo. Tutti i discorsi avviati prima della purga dirigenziale sono, nella migliore delle ipotesi, congelati. Goretzka aspetta segnali che non arrivano. Gila guarda altre destinazioni. Sorloth valuta proposte diverse. Il Milan aveva mosso i primi passi con anticipo, aveva lavorato bene nel periodo natalizio e post-natalizio, ma l’implosione interna ha cancellato mesi di lavoro diplomatico.
La clessidra scorre e gli abboccamenti pregressi si dissolvono nel silenzio. Nessun interlocutore ufficiale, nessun progetto comunicato, nessun allenatore che possa dare garanzie. I giocatori guardano altrove perché il Milan non ha la capacità di intervenire. Goretzka continuerà a rimanere nei piani futuri del club, ma sarà una scelta del centrocampista tedesco se e quando decidesse di aspettare ancora. Nel frattempo, il calciomercato Milan non esiste più.
