Pulisic guarda all’America. Il New York City FC offre 50 milioni di dollari complessivi, secondo la Gazzetta dello Sport, e l’esterno rossonero non ha chiuso la porta. Cardinale vuole trattenerlo, ma il nodo contrattuale è pericolosissimo.
Pulisic e il rinnovo che non decolla: il braccio di ferro con il Milan
Da un anno e mezzo le parti discutono di prolungamento senza trovare intesa. Il Milan ha proposto 5 milioni netti annui fino al 2030, cifra che Pulisic ha rifiutato. Il giocatore ha iniziato a guardarsi intorno già la scorsa estate, quando il club non conquistò la Champions League. Ora la situazione si è irrigidita: il numero 11 rossonero vuole uno stipendio superiore a quello di Rafael Leão, attualmente il più pagato della rosa con 7 milioni netti stagionali tra parte fissa e bonus.
L’offerta americana arriva in un momento delicato. Cardinale ha dichiarato che Pulisic è incedibile e punto fermo del progetto futuro. Tuttavia, secondo la Gazzetta dello Sport, il City Group non ha ancora formalizzato un’offerta scritta al Milan. Questo è il vero scoglio della trattativa: le franchigie MLS non hanno il vizio di pagare profumatamente i cartellini. Senza un assegno consistente sul tavolo di Cardinale, il proprietario del Milan non ha motivi di sedere al tavolo.
Il rischio parametro zero che spaventa il Milan
Qui sta il vero pericolo per il Diavolo. Se Pulisic non firma il rinnovo entro dodici mesi, il suo contratto scade il 30 giugno 2027 e il Milan perde il controllo della situazione. A quel punto l’entourage del giocatore avrà carta bianca: una proposta ufficiale dalla MLS in tasca, uno stipendio americano da 50 milioni lordi, e la certezza di andare via gratis il prossimo anno. Le leve negoziali si ribaltano completamente. L’esterno saprà di avere il coltello dalla parte del manico e pretenderà cifre ben più alte rispetto ai 5 milioni inizialmente offerti.
Quale scenario è più probabile? Il Milan dovrà scegliere: blindare subito Pulisic con un ingaggio tra i 6 e i 7 milioni netti, oppure correre il rischio di vederlo partire a costo zero tra dodici mesi. La seconda opzione è inaccettabile per una proprietà che ha investito risorse significative sull’ex Chelsea e Borussia Dortmund. La prima opzione, però, significa capitolare di fronte alle richieste del giocatore e a una proposta americana ancora sulla carta.
Cardinale non ha ancora ricevuto un’offerta formale dal New York City FC. Se la squadra americana decidesse di scrivere un assegno da capogiro, allora la conversazione cambierebbe radicalmente. Al momento, però, Pulisic rimane a Milano con un contratto fino al 2027 e una situazione salariale irrisolta. Il calciomercato del Milan nei prossimi mesi dipenderà interamente da come si evolverà questo braccio di ferro tra il giocatore, la proprietà e le ambizioni della MLS americana.
