Milan, senza dirigenza spunta una nuova soluzione: c’entra Amorim!

Milan, senza dirigenza spunta una nuova soluzione: c’entra Amorim!
Ruben Amorim applaude dalla panchina durante la partita

Ruben Amorim al Milan potrebbe ottenere poteri da manager all’inglese, ben oltre il ruolo di semplice allenatore. Cardinale valuta questa soluzione dopo i rifiuti di Rangnick e Krösche.

Amorim e i pieni poteri: il modello Manchester United

La ricostruzione dell’organigramma dirigenziale del Milan procede per tentativi e correzioni. Con Amorim già ingaggiato come allenatore, il patron di RedBird sta ora esplorando l’ipotesi di ampliare drasticamente le sue deleghe, conferendogli competenze tipiche del calcio anglosassone. Secondo quanto riferito da TMW, non è escluso che il tecnico portoghese diventi responsabile attivo delle dinamiche di mercato, con potere decisionale sulle trattative e sulla costruzione della rosa. Questo rappresenterebbe un cambio radicale rispetto alle gestioni precedenti di Allegri, Conceição e Fonseca, tutti operanti con vincoli decisionali più rigidi.

Al Manchester United, Amorim aveva già rivendicato questa posizione con fermezza. Lo scorso gennaio, dopo un pareggio contro il Leeds, aveva dichiarato in conferenza stampa: “Sono venuto qui per fare il Manager, non per essere un semplice allenatore. Non sono Tuchel, Conte o Mourinho, ma sono il Manager del Manchester United”. La dirigenza inglese lo sollevò dall’incarico il giorno successivo, motivando il licenziamento con presunte divergenze sulla costruzione della rosa. A Milano, però, Cardinale sembra disponibile a concedere esattamente quel margine di manovra che lo United aveva negato.

Il Milan senza direttore sportivo: la soluzione Amorim

Cardinale ha incassato il rifiuto di Ralf Rangnick dopo settimane di trattativa. Anche Markus Krösche, direttore sportivo dell’Eintracht Francoforte – secondo gli ultimi aggiornamenti – non verrà: il club tedesco non ha intenzione di liberarlo, bloccando ogni negoziazione. In questa situazione di stallo, il Milan opera con una struttura provvisoria. Massimo Calvelli gestisce le deleghe operative da amministratore delegato di fatto. Bobby Gardiner, già analista dati, può per diventare capo scout. Jovan Kirovski, direttore tecnico di Milan Futuro, ha già concluso operazioni di mercato autonomamente, dal controriscatto di Camarda alla cessione di Traorè e potrebbe essere promosso a direttore sportivo vero e proprio.

Quale modello conviene davvero al Milan? Affidare ad Amorim i pieni poteri comporterebbe rischi e opportunità. Da una parte, un allenatore con potere decisionale su acquisti e cessioni può costruire una rosa più coesa con la sua visione tattica. Dall’altra, concentrare troppo potere su una sola figura espone il club a scelte sbagliate senza contrappesi organizzativi.

Amorim gesticola dalla panchina durante una partita, indossa un piumino nero
Amorim dalla panchina durante una partita

Il precedente inglese e i rischi per il Milan

In Inghilterra il modello manager funziona quando c’è allineamento totale tra tecnico e proprietà. Guardiola al Manchester City ha avuto risorse illimitate e libertà decisionale perché i risultati giustificavano ogni scelta. Arteta all’Arsenal ha costruito un progetto pluriennale con il consenso della proprietà americana.

Ma Amorim al Manchester United ha scoperto che rivendicare poteri senza averli formalmente crea conflitti immediati. La sua dichiarazione pubblica sulla posizione di manager fu interpretata come un atto di insubordinazione, non come una rivendicazione legittima.

 

Redazione SpaziMilan
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