Milan, spunta un nuovo nome per la panchina ma Ibra frena

Milan, spunta un nuovo nome per la panchina ma Ibra frena
Rangnick e Ibrahimovic in dialogo per la panchina del Milan. Foto: SpazioMilan

Gerry Cardinale accelera sulla riorganizzazione del Milan dopo l’azzeramento dei vertici dirigenziali e tecnici. Rangnick attende una risposta definitiva sull’incarico di direttore tecnico.

Cardinale incontra Glasner: la panchina rossonera prende forma

Il proprietario americano e Massimo Calvelli, che ha ereditato alcune deleghe dalla precedente gestione, hanno avuto un colloquio con Oliver Glasner. L’allenatore rappresenta uno dei due profili individuati da Rangnick per la guida tecnica del Milan. La mossa testimonia come la società stia procedendo in parallelo su più fronti, preparando il terreno prima di ricevere la risposta definitiva del consulente tedesco sulla propria permanenza in rossonero. Gli incontri proseguiranno anche con Matthias Jaissle, altro nome suggerito da Rangnick e considerato affidabile dalla sua cerchia.

L’operazione rispecchia una strategia di pianificazione a cascata: bloccare subito gli allenatori migliori disponibili, consapevoli che il mercato dei tecnici di livello si muove rapidamente. Glasner conosce bene il calcio italiano e europeo, elemento che facilita l’inserimento in un progetto di ricostruzione.

Hoeness entra in gioco, ma Ibrahimović frena il monopolio di Rangnick

Nelle ultime ore il nome di Sebastian Hoeness ha cominciato a circolare negli ambienti rossoneri, sempre nell’orbita di Rangnick. Tuttavia, lo scenario si complica con la resistenza di Zlatan Ibrahimović, Senior Advisor di RedBird, che non intende concedere a Rangnick il controllo totale della riorganizzazione. L’ex attaccante svedese, supportato da suggerimenti della manager Rafaela Pimenta, sostiene alternative come Ramón Planes nel ruolo di direttore sportivo. Per la panchina, invece, propone nomi come Mauricio Pochettino e Arne Slot, figure che sfuggirebbero all’influenza diretta del consulente tedesco.

Questo conflitto interno rappresenta un ostacolo concreto al progetto Rangnick. La tensione tra Cardinale e Ibrahimović non è una semplice divergenza di vedute, ma uno scontro su chi debba guidare la transizione. Ibra teme che concentrare troppi poteri nelle mani di una sola persona, soprattutto uno straniero, possa destabilizzare ulteriormente una situazione già fragile.

Rangnick risponde o il Milan cambia strategia?

Cosa succede se Rangnick rifiuta l’incarico? Il Milan dispone già di alternative credibili: Planes come ds, Pochettino o Slot per la panchina rappresentano un piano B coerente con la visione di Ibrahimović. Se invece Rangnick accetta, dovrà negoziare il perimetro dei suoi poteri, accettando probabilmente una struttura meno centralizzata di quella che aveva inizialmente richiesto.

I prossimi giorni definiranno la gerarchia interna della società. Cardinale deve decidere se dare carta bianca a Rangnick oppure costruire una leadership condivisa. Intanto, Glasner e gli altri candidati restano in attesa: la scelta della panchina del Milan dipenderà direttamente da chi avrà vinto il braccio di ferro tra il proprietario e il Senior Advisor. La riorganizzazione rossonera non è solo una questione di nomi, ma di potere decisionale dentro la struttura.

Redazione SpaziMilan
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