Fikayo Tomori nel mirino dell’Al-Hilal di Simone Inzaghi. Il difensore del Milan rappresenta la prima scelta tattica dell’allenatore per la retroguardia saudita, ma il divario economico complica tutto.
Tomori: da titolare a riserva nel Milan di Amorim
L’arrivo di Mario Gila dalla Lazio ha ribaltato le gerarchie difensive rossonere. Tomori, che fino a pochi mesi fa era un perno della difesa milanista, si ritrova relegato al ruolo di alternativa nello scacchiere di Rúben Amorim. Il centrale inglese, classe 1997, ha iniziato a valutare seriamente le opzioni di mercato. Newcastle e Coventry City lo corteggiavano dalla Premier League, ma l’offensiva saudita rappresenta una possibilità concreta e remunerativa.
Inzaghi lo vuole come braccetto destro nella sua linea difensiva a tre. È una soluzione tattica precisa, non una scelta casuale. L’allenatore ex Inter immagina Tomori perfettamente inserito nel suo sistema collaudato. Il pressing è costante, anche se formale: l’Al-Hilal non ha ancora presentato un’offerta scritta ufficiale ai rossoneri.
La distanza economica tra il Milan e l’Arabia Saudita
Qui emerge il vero ostacolo. Il club saudita pensa a una proposta iniziale di 12-13 milioni di euro. Il Milan ne chiede 20. Una differenza sostanziale che per ora blocca tutto. La dirigenza di Via Aldo Rossi non scende sotto questa soglia, conscio che Tomori rappresenta comunque un asset di mercato solido per il calcio europeo.
Qual è il vero motivo della fermezza milanista? La minusvalenza di bilancio. Tomori era stato riscattato nel giugno 2021 per 28,5 milioni più bonus. Per evitare una perdita contabile rilevante, il Milan deve incassare almeno 5,7 milioni dalla cessione. I 20 milioni richiesti superano ampiamente questa soglia, offrendo un margine di sicurezza finanziaria.
Tomori preferisce l’Inghilterra, ma l’Arabia non è da escludere
Personalmente, il difensore vorrebbe tornare in Premier League. È una questione di ambizioni calcistiche e di comodità personale. Tuttavia, se l’Al-Hilal dovesse proseguire con il pressing economico e diplomatico con questa intensità, Tomori potrebbe convincersi ad accettare l’avventura saudita. La ricchezza dell’offerta e la possibilità di ritrovare Theo Hernández, suo ex compagno rossonero, rappresentano fattori di attrazione concreti.
L’ingaggio netto di 3,5 milioni a stagione fino al 2027 rende Tomori un investimento importante per il Milan. Cederlo significherebbe liberare risorse per il mercato in entrata, ma solo al prezzo giusto. Nelle prossime settimane, il dialogo tra Milano e Riyadh determinerà se questa operazione decolla oppure se Tomori resterà a fare la riserva nel Milan di Amorim.
