Antonio Silva ha chiuso definitivamente con il Benfica e il Milan torna a monitorare il difensore portoghese con rinnovata attenzione. La frattura tra il centrale e il club lisboeta apre spazi concreti per i rossoneri.
Silva rifiuta il rinnovo: il Benfica perde il controllo
Il centrale classe 2003 ha respinto per la seconda volta la proposta di rinnovo contrattuale con le Aquile, in scadenza nel 2027. Non si tratta di una semplice resistenza negoziale: Silva ritiene concluso il suo ciclo a Lisbona e ha comunicato chiaramente la sua intenzione di cercare una nuova esperienza. Secondo quanto riporta la Gazzetta dello Sport, l’agente Jorge Mendes aveva presentato una proposta da circa venti milioni di euro a fine giugno, valutazione che il Benfica ha ritenuto insufficiente per lasciar partire uno dei suoi migliori talenti difensivi. L’incontro tra Mendes e la dirigenza lusitana non ha prodotto risultati: fumata grigia totale.
Marco Silva, allenatore del Benfica, aveva tentato di convincere il giocatore a restare, ma la volontà di Antonio è stata irremovibile. Questa frattura rappresenta un’opportunità concreta per il Milan, che già in passato aveva individuato il difensore come profilo interessante per il proprio progetto difensivo.
Amorim e il Milan: perché Silva potrebbe dire sì
Ruben Amorim rappresenta un fattore determinante nella possibile trattativa. L’allenatore rossonero aveva già indicato Silva come uno dei due centrali su cui concentrare gli sforzi di mercato, accanto a Gonçalo Inácio. La prospettiva di lavorare con Amorim intriga significativamente il giocatore portoghese, che conosce il tecnico e le sue metodologie. Il Milan, dal canto suo, conta su una valutazione del cartellino che il Benfica non potrà mantenere ai livelli precedenti, dato che Silva non intende rinnovare e il suo contratto si avvicina alla scadenza.
L’assenza di una rinascita negoziale con il Benfica modifica gli equilibri della trattativa. Il Milan ha intenzione di tornare alla carica nelle prossime settimane, mentre Mendes è pronto a riprendere il dialogo con la dirigenza portoghese. Il Benfica, però, non intende regalare il giocatore: il prezzo di saldo non esiste nel vocabolario del club.
