David Alaba ha bussato alle porte del Milan da parametro zero, ma i rossoneri hanno rifiutato: ecco il motivo.
Alaba al Milan: il no legato a Rangnick
Il difensore austriaco, svincolatosi dal Real Madrid, ha messo nel mirino la Serie A attraverso il suo entourage. Secondo quanto riporta la Gazzetta dello Sport, l’autocandidatura era stata formulata con il chiaro obiettivo di trovare una nuova destinazione. Il Milan, tuttavia, ha rispedito al mittente la proposta senza indugi. La scelta tecnica rossonera dipende direttamente dal tramontare della pista Rangnick: con il tecnico tedesco fuori dai giochi, la società ha preferito orientarsi verso profili diversi e meno onerosi dal punto di vista gestionale.
La valutazione del difensore austriaco era stata considerata solo in uno scenario specifico: l’arrivo di una guida tecnica che lo avrebbe inserito nel suo progetto tattico. Senza quella certezza, il Milan ha deciso di non investire su un giocatore di quella caratura, preferendo altre soluzioni in difesa.
Alaba: il mercato si sposta altrove
Con l’Italia che si chiude, i procuratori del giocatore stanno scandagliando altre opzioni europee e internazionali. Dalla Premier League arrivano già sondaggi concreti, mentre non mancano proposte dalla Super Lig turca e dalla MLS americana. Alaba ha il vantaggio di poter scegliere tra destinazioni di prestigio, potendo contare su offerte economiche vantaggiose per un calciatore in cerca di nuova squadra da svincolato.
La porta italiana si è definitivamente chiusa per il difensore austriaco. Alaba continuerà a cercare altrove, mentre il calciomercato del Milan procede su altre tracce per rinforzare la difesa.
