Stefano Borghi analizza il progetto di Ruben Amorim al Milan, sottolineando come il cambio di filosofia tattica non possa realizzarsi in poche settimane.
Amorim: una trasformazione profonda in corso
L’allenatore portoghese sta cercando di cambiare le cose in maniera profonda rispetto al calcio che il Milan praticava in precedenza. Non è un ritocco tattico, ma una vera rivoluzione nel modo di intendere il gioco.
Secondo Borghi, questa operazione non può completarsi in tempi brevi. Le scelte di Amorim vanno interpretate all’interno di un disegno più ampio e ancora in fase di costruzione. La comunicazione dell’allenatore rimane uno dei suoi punti di forza.
Amorim non nasconde le proprie decisioni dietro giustificazioni vaghe o promesse facili. Esprime chiaramente cosa sta facendo e perché lo sta facendo, anche quando questa trasparenza genera dibattito. Sul suo canale ‘YouTube’, ha dichiarato:
“Amorim devo dire che sta cercando di cambiare veramente le cose in maniera profonda rispetto al modo in cui giocava a calcio il Milan prima e questo non si fa in qualche settimana. Gli va riconosciuta assolutamente questa questa trasparenza, non ci sta vendendo nessun tipo di fumo”.
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La qualità comunicativa come vantaggio competitivo
Quale valore ha questa schiettezza? Borghi riconosce come questo atteggiamento rappresenti un elemento raro nel calcio moderno, dove la comunicazione spesso maschera le realtà scomode.
Il Milan si trova in una fase di transizione strutturale. La squadra sta imparando un nuovo linguaggio tattico mentre continua a giocare partite ufficiali con risultati che contano. È una pressione enorme, ma Amorim non sceglie di alleggerirla con promesse vuote.
Invece, affronta la situazione dicendo chiaramente che il progetto richiede tempo. Questa onestà, secondo Borghi, può sembrare scomoda nel breve termine, ma crea una base di fiducia più solida con l’ambiente.
