Luka Modric risponde alla convocazione della Croazia a 41 anni, ma Ruben Amorim teme l’usura fisica durante la sosta per le Nations League. A riportarlo è La Gazzetta dello Sport.
Modric e la Croazia: la scelta di continuare
Quando Luka Modric ha lasciato il campo di Toronto il 3 luglio scorso, dopo l’eliminazione della Croazia ai Mondiali, molti davano per scontato il ritiro dalla nazionale. Invece ha deciso di proseguire. La Gazzetta dello Sport ricorda che il centrocampista rossonero ha accettato la convocazione di Slaven Bilić per le prossime quattro gare, nonostante abbia compiuto 41 anni da poco più di due settimane.
La persistenza dell’allenatore croato ha pagato. Bilić conosce bene Modric: lo ha gestito nell’Under 21 nel 2004 e lo ha reso protagonista della nazionale per sei anni consecutivi. Subito dopo la sua riconferma sulla panchina della Croazia, il tecnico ha sondato il terreno con il fuoriclasse, che pubblicamente non si era espresso. Il 5 settembre la federazione croata ha ufficializzato il suo coinvolgimento. Modric ha scelto di non abbandonare il progetto internazionale, accettando una nuova sfida a un’età in cui molti suoi coetanei hanno già chiuso definitivamente con le nazionali.
La sosta Nations League e il carico di lavoro
Modric si ritrova di fronte a un calendario impegnativo. La Croazia affronterà quattro partite di Nations League in questa finestra: trasferta in Repubblica Ceca sabato, poi la sfida contro la Spagna campione del mondo martedì, seguiti da due gare casalinghe contro l’Inghilterra il 3 ottobre e di nuovo contro la Spagna il 6 ottobre. Sono scontri di altissimo livello dove l’esperienza del centrocampista milanista risulterà preziosa, sia in campo che come guida fuori dal terreno di gioco.
Ruben Amorim, però, nutre una speranza precisa: che Bilić gestisca i minuti di Modric con oculatezza. Il tecnico del Milan spera che il croato possa operare prevalentemente dalla panchina, guidando i compagni e conservando energie piuttosto che logorarsi in quattro partite consecutive di elevata intensità. È una speranza più che una certezza, considerando il valore tattico che il giocatore porta in ogni competizione.

Il rientro e il calendario serrato di ottobre
Al ritorno dalla sosta internazionale, il Milan affronta un calendario spietato: sette partite in diciotto giorni fino alla fine di ottobre. Amorim ha assoluta necessità di recuperare un Modric che abbia ancora benzina nel serbatoio, non un centrocampista esausto dopo quattro sfide ravvicinate con la nazionale. La gestione della sosta rappresenta un elemento cruciale per gli equilibri tattici rossoneri nei prossimi mesi.
L’esperienza di Modric rimane irrinunciabile per il progetto milanista, ma il costo fisico della continuazione della sua carriera internazionale non può essere sottovalutato. Nei prossimi dieci giorni, Bilić avrà l’opportunità di dimostrare se intende proteggere il suo fuoriclasse o se lo farà giocare in tutte le partite. Il Milan attende il rientro dal ritiro croato con la speranza concreta che la gestione internazionale non comprometta la disponibilità fisica di Modric per le prossime sfide.
