Il rendimento di Gonçalo Ramos al Milan va valutato anche attraverso il lavoro che svolge per i compagni. È il punto di vista di Hernan Crespo, che nell’intervista all’edizione odierna della Gazzetta dello Sport ha analizzato le caratteristiche del portoghese. L’ex attaccante rossonero ne apprezza la disponibilità al sacrificio, ma invita a calibrare le aspettative sulla sua capacità realizzativa.
Crespo su Ramos: “Un ottimo elemento, ma non un top player”
Crespo parte dai numeri dell’esperienza al Paris Saint-Germain e dal ruolo ricoperto dal centravanti nelle gerarchie di Luis Enrique. Una premessa per spiegare quale contributo aspettarsi dal portoghese:
“Nelle ultime tre stagioni al PSG Ramos ha realizzato 53 reti in 131 presenze. Significa che non ha una media stratosferica: nemmeno un gol ogni due partite. Inoltre, pur avendo sempre fornito un apprezzabile contributo, non è mai stato un titolarissimo di Luis Enrique nella squadra campione d’Europa due volte consecutive. Un ottimo elemento, d’accordo, ma non lo si può certo definire un top player“.
Il giudizio si accompagna però al riconoscimento dell’impegno che Ramos mette a disposizione del Milan, anche nelle partite in cui non trova la porta:
“Guardate che Ramos si sbatte come un matto in campo e si mette sempre al servizio della squadra. Non è poco. Se poi, dopo tutto il lavoro sporco che fa, la buttasse pure dentro, saremmo di fronte a un fenomeno…”.
Il contributo al Milan: “Si può risultare utile anche senza segnare”
L’analisi di Crespo entra poi nei movimenti del centravanti. La ricerca dello scambio e la tendenza ad avvicinarsi al pallone possono favorire gli inserimenti dei compagni: aspetti che, secondo l’argentino, devono trovare spazio nel giudizio complessivo.
“La verità è che il portoghese ha uno stile di gioco molto particolare, gli piace dialogare con i compagni, viene incontro e crea spazi per gli inserimenti dei compagni. Sono dettagli importanti che non vanno sottovalutati quando si giudica un giocatore».
Resta la necessità di incidere sotto porta, ma per Crespo l’utilità di un attaccante non si esaurisce nei gol. Anche la pressione sugli avversari e la capacità di muoversi insieme alla squadra hanno un peso:
“È vero che dal centravanti si pretendono i gol, è nato per quello, ed è pure pagato per quella missione, però si può risultare utile alla causa anche senza segnare: magari servendo assist preziosi, facendo movimenti in perfetta sincronia con il resto della squadra oppure disturbando gli avversari con una costante azione di pressing”.
