Gonçalo Ramos arriva al Milan con il peso delle aspettative, ma Ruud Gullit frena gli entusiasmi: l’attaccante portoghese non sarà la soluzione ai problemi rossoneri.
Ramos e il Milan: il centravanti non basta
L’ex calciatore olandese, intervistato in occasione di IFA 2026 a Berlino, ha analizzato con lucidità l’arrivo del nuovo centravanti rossonero. Gullit riconosce le qualità di Ramos, ma non basta questo da solo:
“Gonçalo mi piace, però non si può pensare che un attaccante riesca a risolvere tutti i problemi. Quanti palloni gli arrivano? Come giocano gli altri che dovrebbero servirlo? Merita fiducia, ma ha bisogno di essere supportato dal resto della squadra”.
La questione non è sulla qualità del giocatore, ma sulla qualità del supporto che riceve. Gli interrogativi che pone Gullit riguardano quindi un problema più centrale, cioè la costruzione della rosa. Il Milan ha investito su un profilo di esperienza internazionale, ma questo non significa automaticamente che i problemi tattici scompaiano. La squadra rossonera ha subito una trasformazione radicale in estate: l’arrivo di Amorim richiede tempo per assestamento e consolidamento.
Leao e il ciclo chiuso: da quasi fuoriclasse a addio inevitabile
Gullit non nasconde il dispiacere per la partenza di Rafael Leao verso il Galatasaray, ma considera definitivamente concluso il ciclo milanista del portoghese. L’addio era prevedibile: la storia d’amore tra il giocatore e il Milan si era già esaurita sul piano emotivo e tattico. Tuttavia, la valutazione di Gullit sul talento di Leao è ancora più severa:
“Certe cose se sei un fuoriclasse, non le fai una volta sola. Van Basten ci lasciava a bocca aperta ogni volta che scendeva in campo, Leao ci riusciva una volta su dieci. Peccato, il potenziale non mancava”.
La differenza tra un grande giocatore e un fuoriclasse è nella costanza e nella continuità. Gullit cita l’esempio di Marco Van Basten, leggenda del Milan: una differenza abissale rispetto al rendimento altalenante del portoghese. È un peccato perché il potenziale non manca, ma il talento puro non si è mai trasformato in eccellenza costante. La cessione di Leao rappresenta una scelta consapevole della dirigenza rossonera, che ha deciso di ripartire con profili diversi. Il Milan ha scelto una strada costruita su giovani promesse ed elementi esperti, piuttosto che su singoli campioni discontinui. Questo cambiamento richiede pazienza e una vera ricostruzione tattica.
Milan e Juventus: la sfida di stasera tra due progetti in transizione
Guardando alla sfida imminente tra Milan e Juventus, Gullit ricorda l’ultimo precedente a San Siro con poco entusiasmo: una partita senza gol e senza spettacolo, un big match che non ha mantenuto le promesse sulla carta. Entrambe le squadre sono in fase di trasformazione, ma con urgenze diverse. Il Milan non è in Champions League e deve risalire la classifica; la Juventus cerca stabilità e continuità dopo i cambiamenti estivi.
Per il Milan, la priorità non è trovare il fuoriclasse che risolve tutto, ma costruire una squadra dove ogni elemento conosce il suo ruolo e lo esegue con precisione. Ramos ha le capacità, Amorim ha l’esperienza, ma il lavoro vero inizia adesso sul campo. La prossima stagione dirà se le scelte del calciomercato del Milan sono state intelligenti o se mancano ancora gli elementi per competere ai massimi livelli.
