Omari Hutchinson arriva al Milan come risposta diretta ai parametri tattici di Amorim. L’esterno sinistro ha scelto i rossoneri perché l’allenatore lo voleva esplicitamente, dopo averlo affrontato con il Manchester United.
Hutchinson e Amorim: l’impressione che ha deciso il trasferimento
Durante la presentazione ufficiale al Flagship Store di via Dante, il classe 2003 ha ricostruito il percorso che lo ha portato a Milano:
“Penso semplicemente che il mister mi volesse. Credo abbia parlato con la dirigenza, anche loro erano molto interessati ed è stato abbastanza semplice perché ho giocato contro Amorim nella partita contro il Manchester United. “Ha detto che gli serviva un giocatore in quella posizione che fosse mancino; ha detto che rientravo nei suoi parametri”,
ha spiegato il neo acquisto rossonero. Non si è trattato di una valutazione casuale, ma di una scelta precisa funzionale al progetto tattico del tecnico portoghese.
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Il supporto di Amorim nei primi giorni a Milanello
Da quando è arrivato, Hutchinson ha ricevuto attenzioni costanti dall’allenatore.
“Mi ricordo del gol. Come ho detto prima, nella mia prima partita giocata contro Amorim ho fatto bene. Ha detto che l’ho impressionato e penso che questo sia molto importante. Da quando sono arrivato mi sta aiutando molto, mi parla spesso: è stato davvero eccezionale con me”.
Il lavoro di integrazione non è lasciato al caso. Amorim ha già iniziato a trasmettere i principi del calcio italiano e le difficoltà che attendono il suo esterno sinistro in Serie A.
Serie A tattica: il compito di Hutchinson nelle difese basse
Scardinare le difese è il ruolo assegnato a Hutchinson nel sistema di Amori:
“La prima cosa che mi ha detto Amorim quando ci siamo parlati al telefono la prima volta è che il campionato italiano è molto tattico. Mi ha detto che dovrò scardinare le difese perché a volte le squadre giocheranno con un blocco basso. Penso di avere le qualità per farlo e non vedo l’ora di scendere in campo”.
