Il Milan chiude il bilancio della stagione 2025/2026 con una perdita di 24 milioni di euro, interrompendo il ciclo positivo dei tre esercizi precedenti e tornando al rosso per la prima volta dopo il ritorno alla redditività.
I ricavi complessivi hanno raggiunto quota 464,6 milioni, in crescita del 56,1% rispetto all’esercizio 2021/2022, ultimo bilancio prima dell’acquisizione di RedBird guidata da Gerry Cardinale. Tuttavia, l’assenza dalle coppe europee ha generato un ammanco stimato tra 70 e 80 milioni di euro, cifra che la struttura finanziaria rossonera non è riuscita a compensare completamente attraverso altre fonti di ricavo.
Milan e il costo della mancata qualificazione europea
La mancanza di qualificazione a qualsiasi competizione continentale rappresenta il fattore critico che ha trascinato il bilancio in negativo.
Il club ha contenuto il danno: una perdita di 24 milioni è comunque inferiore al buco finanziario provocato dalla totale assenza dalle competizioni europee. Questo risultato dimostra come la gestione di Cardinale abbia costruito una base economica più solida rispetto al passato, capace di attenuare gli impatti negativi degli insuccessi sportivi.
La sequenza storica parla chiaramente. Dopo 17 anni consecutivi in passivo, il Milan aveva registrato tre esercizi in utile dal 2022 al 2025. Il ritorno al rosso non rappresenta un crollo, bensì una contrazione fisiologica derivante da un fattore esterno specifico e misurabile. La struttura ricavi rimane robusta e ben diversificata rispetto ai tempi precedenti.
Scenario futuro e dipendenza dalle coppe europee
Il prossimo bilancio dipenderà interamente dalla capacità del Milan di tornare in competizioni europee. La stagione 2026/2027 sarà decisiva: ogni mancata partecipazione alle coppe rappresenterà una perdita diretta tra 70 e 80 milioni, cifra che la società dovrà compensare con ricavi ordinari già al limite delle possibilità attuali. L’alternativa è una riduzione dei costi operativi, scenario che potrebbe influenzare le scelte di mercato e la competitività sportiva.
Cardinale e la sua gestione hanno comunque trasformato il Milan da club in perdita strutturale a organizzazione capace di produrre utili, anche se fragili rispetto alle oscillazioni europee.
