Ruben Amorim affronta la prima sosta per gli impegni internazionali con il Milan ridotto all’osso. Quindici giocatori rossoneri rispondono alle convocazioni delle rispettive nazionali, lasciando al tecnico portoghese appena dodici elementi a Milanello fino al 10 ottobre.
Chi lascia Milanello
In casa Milan ci sono molti elementi che saranno occupati in Nations League. La Francia di Zinedine Zidane chiama Maignan e Rabiot che, oltre l’Italia, sfideranno anche il Belgio di De Winter e Moreira. Tra la Nazionale non figura alcun rossonero: Bartesaghi, Cisse e Camarda saranno nel gruppo u21 di Baldini.
Il Portogallo invece non fa a meno del proprio centravanti, Ramos; così come la Croazia con Modric. Presenti anche Pavlovic con la Serbia e Jashari con la Svizzera. Chukwueze sarà impegnato nelle qualificazioni alla Coppa d’Africa con la Nigeria. Oltreoceano, invece, Estupinan con l’Ecuador e Musah con gli Stati Uniti.
Amorim e la gestione della sosta: chi resta?
Come gestirà il tecnico portoghese questa dispersione globale? Amorim avrà a disposizione un nucleo ristretto per mantenere la continuità di lavoro, costruire automatismi difensivi e affinare le transizioni. I dodici rimasti a Milanello diventeranno la base per sperimentazioni tattiche e recupero fisico per chi arriva affaticato dalle nazionali.
Tra i restanti ci sono: Pietro Terracciano, Torriani, Diawara, Gabbia, Gila, Filippo Terracciano, Tomori, Comotto, Hutchinson, Loftus-Cheek, Saelemaekers e Pulisic.
