Il Milan non segna nei primi 45 minuti da inizio stagione. Tra Serie A e Europa League, il dato è allarmante: cinque gare, altrettanti primi tempi sterili.
La squadra di Amorim ha giocato quattro match di campionato e una gara contro il Benfica senza trovare il gol nella prima frazione. Solo contro il Venezia i rossoneri si sono avvicinati con azioni pericolose, ma senza concretizzare. Un problema che diventa ancora più evidente quando si osserva il minutaggio delle reti realizzate: ben sei gol sono arrivati tra il 64° e il 69°, una concentrazione inusuale che suggerisce una squadra che accende il gioco solo nella ripresa.
Amorim e il problema tattico nei primi 45 minuti
Il cambio di allenatore ha portato nuove scelte di formazione e interpreti in campo, ma non ha risolto il nodo principale. La sterilità offensiva iniziale non è casuale: rivela una difficoltà strutturale nel trovare il ritmo giusto dall’inizio. Contro il Torino il gol più veloce è stato quello di Alphadjo Cisse al 64°, confermando il trend.
Nella gara di Europa League contro il Benfica, mercoledì, nemmeno la ripresa ha portato il cambio di rotta abituale.
Ramos e il servizio difettoso: cosa cambia con il Lecce
Come serve davvero il Milan l’attaccante centrale? La risposta è semplice: ancora non come dovrebbe. Le occasioni create nei primi tempi sono poche, raramente indirizzate verso Ramos con i tempi giusti. Pulisic potrebbe essere la chiave per invertire la tendenza, aggiungendo movimento e profondità dalla fascia.
Contro il Lecce la squadra avrà l’occasione di rompere il tabù. Non è una questione di sfortuna o di episodi: è un problema di costruzione del gioco nei minuti iniziali. Il Milan deve trovare subito il flusso offensivo, senza aspettare il secondo tempo per accendere gli attacchi. La pausa che seguirà dipenderà anche da questo: una vittoria convincente con gol distribuiti nei 90 minuti è l’unico modo per allontanare le preoccupazioni che circondano il progetto di Amorim e il rendimento della squadra.
