Nella settimana dell’esordio europeo del Milan contro il Benfica, Adel Taarabt, vecchia conoscenza di entrambe le squadre, ha ripercorso la sua esperienza in rossonero. Un periodo nel quale il talento marocchino era convinto di essersi guadagnato la conferma. La scelta del club di non trattenerlo, invece, lo segnò profondamente:
“Avevo grande qualità e stavo giocando meglio di tutti, ma non fui riconfermato e andai in depressione. Ero e sono buono e gentile, ma è vero che in campo ogni tanto perdevo la testa…”.
Taarabt e lo scontro con Kakà: dalle mani al collo alle scuse
Tra i ricordi dell’avventura al Milan c’è anche un acceso confronto in allenamento con Kakà. Tutto nacque da un pallone non passato al brasiliano: un episodio che provocò una reazione di rabbia di Taarabt, prima del chiarimento tra i due:
“Una volta, in allenamento, non passai il pallone a Ricky e lui iniziò a urlarmi addosso per diversi minuti. Non la smetteva e alla fine persi la testa, mettendogli le mani al collo. Fu un secondo di rabbia. Poco dopo ci chiedemmo scusa a vicenda”.
Le notti milanesi tra ristoranti e incontri all’Hollywood
Il racconto si sposta poi fuori dal campo, sulle serate trascorse a Milano dopo le partite. Taarabt ricorda in particolare l’Hollywood, dove capitava di incontrare anche calciatori di altre squadre e condividere qualche momento di svago:
“Dopo le partite mi andavo a divertire tra ristoranti e discoteche. Spesso andavamo all’Hollywood e lì incontravamo i giocatori delle altre squadre, era divertente”.
