Il talento di Pulisic, la regia di Modric e la fiducia nei gol di Gonçalo Ramos. Kaká torna a San Siro e indica gli uomini ai quali il Milan può affidarsi nel derby. La sfida con l’Inter coinciderà con una serata speciale per il brasiliano, che prima della partita sarà premiato per il suo ingresso nella Hall of Fame rossonera.
Nell’intervista alla Gazzetta dello Sport, l’ex numero 22 analizza una squadra che sta cambiando riferimenti e invita a non considerare i nerazzurri irraggiungibili. Riconosce la forza dell’Inter e il lavoro di Cristian Chivu, ma lascia aperta la possibilità di un successo milanista: «Squadra da battere, ma noi milanisti possiamo farlo già in questo derby».
Kaká sul nuovo Milan: «Prima era la squadra di Leao, oggi è un collettivo»
Il cambiamento che colpisce maggiormente Kaká riguarda la distribuzione delle responsabilità. Per anni il Milan ha cercato soprattutto in Rafael Leao la giocata capace di risolvere le partite. Ora, secondo il brasiliano, la squadra può contare su riferimenti differenti.
«Per sette anni è stato il Milan di Leao, un grande sul quale si puntava tanto, adesso è diverso, la squadra è un collettivo con volti nuovi e due maestri: Modric resta il cervello, poi c’è Rabiot. E Ramos è un bomber».
Il giudizio è positivo, ma accompagnato dalla consapevolezza che serva tempo per mettere insieme i nuovi elementi. Kaká vede un Milan in costruzione, al quale chiede comunque di mantenere ambizioni alte, anche in Europa League. Il passaggio a una squadra con più protagonisti deve tradursi in continuità di rendimento.
«Pulisic mi incanta»: i giocatori che possono decidere il derby
Quando gli vengono chiesti i possibili uomini decisivi della stracittadina, Kaká parte dal centrocampo. Modric e Rabiot sono i giocatori ai quali affida la gestione dei tempi della partita, una qualità importante contro un’avversaria che definisce solida e ricca di pericoli.
«Modric e Rabiot che sono maestri, riescono a gestire e a dare il ritmo. Pulisic mi incanta per la sua intelligenza nel gioco. Gonçalo è un bomber».
L’elogio a Pulisic riguarda quindi soprattutto la lettura delle situazioni: un riconoscimento che arriva da un giocatore che ha costruito buona parte della propria carriera sulla capacità di scegliere quando accelerare, attaccare lo spazio o servire un compagno. A Ramos, invece, Kaká riconosce le qualità del finalizzatore sul quale fare affidamento negli ultimi metri.
L’Inter di Chivu e lo scudetto: «Non è una corsa in solitaria»
La fiducia nel Milan non impedisce a Kaká di riconoscere il valore dell’Inter. Il brasiliano considera Chivu una delle sorprese positive e sottolinea la capacità dell’allenatore di intervenire dopo un avvio nel quale la squadra non si esprimeva al meglio.
«Chivu come allenatore è stata una bella sorpresa, all’inizio l’Inter non giocava bene, poi ha corretto il tiro».
Da qui, però, a considerare già indirizzata la corsa al titolo c’è una distanza che l’ex rossonero non vuole colmare. «Non direi che per lo scudetto si tratti di una corsa in solitaria come pensate in Italia: vedo la partita aperta e la strada per lo scudetto ancora di più. Il campionato è lungo».
Al Milan chiede soprattutto costanza, per poter sfruttare gli eventuali rallentamenti delle avversarie. È anche la lezione che ricava dalle difficoltà della scorsa stagione: quando viene meno la fiducia, osserva, tutto diventa più complicato. Ritrovarla e conservarla è un passaggio necessario per tornare a competere ai livelli attesi dai tifosi.
La Hall of Fame e il ricordo del primo derby
Prima di concentrarsi sulla partita, Kaká vivrà il momento della premiazione. A San Siro saranno presenti la moglie, i figli, il fratello e tanti amici. Il brasiliano ha voluto ringraziare anche i tifosi che hanno partecipato alla votazione: «Immagino l’atmosfera. Sarà emozionante».
Per l’occasione riceverà un trofeo realizzato da Tiffany & Co., un vassoio in argento con il suo nome e i loghi della Hall of Fame del Milan. Un riconoscimento che lega il suo passato rossonero a una delle serate più sentite della stagione.
Il ricordo del primo derby resta nitido: il gol di testa su cross di Gattuso, che fu anche la sua prima rete con il Milan. Tra le altre stracittadine che porta con sé ci sono il confronto nei quarti di Champions League e la rimonta del 3-2.
Il rapporto con gli avversari, racconta, è sempre stato di rispetto. Affrontare un’Inter forte lo obbligava a prepararsi al meglio e lo aiutava a crescere. Oggi torna a vivere quella rivalità da ex, con la stessa appartenenza rossonera e una convinzione: il Milan ha le qualità per giocarsi il derby.
