Moreira a destra non convince: il Milan perde una risorsa a sinistra
Uno dei casi più evidenti riguarda Diego Moreira. Il belga ha mostrato qualità importanti quando ha potuto agire a sinistra, mentre sulla fascia opposta il suo rendimento è stato decisamente meno convincente. La prestazione di Bournemouth ha riproposto questa differenza, rendendo la sua collocazione uno dei temi sui quali Amorim deve riflettere.
La questione non riguarda soltanto il singolo. Spostare Moreira significa modificare anche le combinazioni sulle corsie e il modo in cui il Milan accompagna l’azione. Se un giocatore capace di creare superiorità a sinistra fatica a incidere a destra, il rischio è di perdere una soluzione offensiva senza ottenere in cambio maggiore solidità.
Amorim ha dimostrato di considerarlo utilizzabile in posizioni diverse. La risposta del campo, però, suggerisce che la sua efficacia dipenda molto dalla zona in cui viene impiegato. Ritrovargli una collocazione produttiva diventa particolarmente importante ora che le assenze riducono le alternative in attacco.
Dal 3-4-2-1 alla difesa a quattro: tanti cambi, poche certezze
Il Milan aveva cominciato la stagione con il sistema più riconoscibile del proprio allenatore, il 3-4-2-1. Dopo la sconfitta contro il Benfica, Amorim ha aperto alla difesa a quattro, iniziando un percorso nel quale si sono alternati interpreti e disposizioni differenti.
Po il 4-2-3-1, le rotazioni nella trasferta di Salisburgo, il 4-3-3 e infine l’assetto proposto a Bournemouth. In Inghilterra il Milan si è presentato con un 4-4-1-1, Hutchinson alle spalle di Cisse, senza riuscire a trovare risposte convincenti né nella costruzione né nel contenimento degli avversari.
Il turnover non funziona: le alternative devono dare di più
Un altro nodo è il rendimento dei giocatori chiamati a sostituire i titolari. A Bournemouth il turnover non ha prodotto le risposte attese, confermando le difficoltà già emerse nella precedente trasferta europea a Salisburgo.
Per una squadra impegnata su più fronti, poter cambiare formazione è una necessità. Il Milan, però, fatica a mantenere lo stesso livello quando ruota diversi elementi contemporaneamente. Amorim deve quindi trovare una misura tra la gestione delle energie e il bisogno di dare continuità a una struttura ancora in costruzione.
Le responsabilità riguardano anche i singoli. Gli errori tecnici e le scelte sbagliate hanno pesato sulla prestazione inglese, oltre alle decisioni dell’allenatore. Il fallo di mano di De Winter e l’espulsione di Maignan hanno trasformato le difficoltà iniziali in una partita durissima da recuperare.
Verso l’Udinese, gli infortuni restringono le possibilità
A rendere più complicato il lavoro del tecnico ci sono le condizioni della rosa. Gonçalo Ramos e Chukwueze restano problemi da gestire, mentre anche Loftus-Cheek è uscito dalla trasferta inglese con un guaio fisico. L’assenza del centravanti portoghese, in particolare, obbliga a rivedere i riferimenti offensivi.
Cisse ha avuto spazio in Europa, ma il suo impiego non ha risolto le difficoltà della manovra. La scelta dell’attaccante per l’Udinese andrà quindi accompagnata da una riflessione su come servirlo e sostenerlo: cambiare il nome al centro dell’attacco, da solo, non basta.
Amorim arriva al prossimo appuntamento con decisioni che coinvolgono tutta la squadra. Restituire a Moreira una posizione nella quale possa incidere, dosare le rotazioni e recuperare ordine sono questioni strettamente collegate. Dopo Bournemouth, il Milan ha bisogno che le prossime scelte producano soprattutto riferimenti più chiari in campo.
