Ruben Amorim ha scelto di essere brutalmente onesto sulla condizione del Milan dopo cinque giornate: la squadra non è ancora quella che vuole e il margine di miglioramento è ancora ampio. L’allenatore portoghese, intervenuto a ‘Sky Sport’ durante la sosta per le nazionali, non ha mascherato l’insoddisfazione per quanto visto finora. Amorim sa che il calendario non lascerà respiro e il Milan dovrà migliorare mentre continua a giocare.
Milan lontano dal potenziale: cosa manca ancora
Cinque partite non bastano per costruire un’identità tattica solida. Amorim ha riconosciuto che mancano molti dettagli nel gioco della squadra: il dominio del possesso palla non è costante, gli equilibri difensivi vanno affinati, la capacità di vincere anche nelle difficoltà deve ancora emergere. Non è un discorso teorico: è la differenza tra una squadra che arriva terza e una che lotta per lo scudetto.
L’ex Manchester United ha anche chiarito un punto importante sul suo ruolo. Non vuole che si parli di ‘Milan di Amorim’ come se fosse una squadra nuova: il Milan ha una storia e un’identità che vanno oltre il nome di un allenatore. La sua missione è renderla riconoscibile e vincente, ma questo richiede tempo e continuità. Due risorse che il calendario rossonero non garantisce.
Modric: la gestione intelligente di un campione
Tra gli assenti di questa sosta c’è stato Luka Modric, che ha segnato contro la Repubblica Ceca in Nations League. Il 41enne è stato impiegato da Amorim in tutte e cinque le gare iniziali, ma il tecnico portoghese sa bene che non può chiedere al centrocampista croato la stessa intensità settimanale. “È impossibile che un giocatore di quell’età giochi sempre a quell’intensità”, ha dichiarato.
Eppure Amorim ha parole di stima per come Modric si allena: “Luka si allena come un ragazzino, con una voglia e un entusiasmo che fanno piacere a tutti. Ama il calcio, ama stare sul campo“. Questo atteggiamento è fondamentale per lo spogliatoio rossonero. La gestione del croato non sarà un risparmio passivo, ma una scelta strategica per mantenerlo disponibile nei momenti decisivi della stagione.
Il dilemma di Amorim: vincere e migliorare in parallelo
Qual è la vera sfida per il Milan? Amorim l’ha sintetizzata perfettamente: “Abbiamo tante partite, dobbiamo vincere e migliorare in parallelo e non è semplice”. Non è una scusa, ma una realtà tattica. La maggior parte degli allenatori avrebbe preferito una fase di rodaggio senza pressione: il Milan non ha questo lusso.
Domenica al Mapei Stadium contro il Sassuolo il Milan avrà l’occasione di rispondere sul campo. Tre settimane di lavoro con alcuni giocatori che ne avevano bisogno, come ha sottolineato Amorim, dovrebbero aver portato dei miglioramenti. Ma il vero test sarà capire se la squadra riuscirà a mantenere continuità nei prossimi mesi, quando il calendario diventerà ancora più congestionato e gli errori tattici non verranno più perdonati con facilità.
