Gattuso: "Prima o poi tornerò al Milan! Con Allegri non ho mai litigato, sta facendo un ottimo lavoro". E su Balotelli...

Gattuso: “Prima o poi tornerò al Milan! Con Allegri non ho mai litigato, sta facendo un ottimo lavoro”. E su Balotelli…


Gattuso e SeedorfLa dichiarazione che non ti aspetti. Soprattutto ripensando alle parole pronunciate quando scelse di proseguire la carriera di calciatore lontano dai colori rossoneri. Gennaro Gattuso oggi elogia Massimiliano Allegri, scacciando i tempi in cui lo accusò implicitamente di averlo messo alla porta.

Ho cambiato idea su Massimiliano Allegri – ha dichiarato Ringhio in un’intervista esclusiva a Milan Channel -. Il Mister è l’unica persona che può guidare questo Milan. Si è ripreso in mano lo spogliatoio perchè ha la capacità di farsi scivolare tutto addosso”.

Parole pronunciate con la franchezza che ogni sportivo ha sempre riconosciuto a Gattuso. E arrivano sei mesi dopo quell’intervista alla Gazzetta dello Sport in cui il centrocampista calabrese rivelò: “La società voleva trattenermi ma se chi comanda lo spogliatoio la pensa diversamente diventa difficile. Se io e Nesta abbiamo fatto questa scelta è perché sentivamo che non eravamo voluti da Allegri. Ma senza polemica: ho un buon rapporto con Max, però mi sento ancora un giocatore”.

UPDATE (20.30): In Italia per l’amichevole tra Como e Sion, Rino Gattuso è intervenuto ai microfoni di 7 Gold dove ha pubblicamente ammesso di sentire la mancanza di tutto l’ambiente rossonero: “Come posso dire che il Milan non mi manchi? 13 anni non si dimenticano il Milan è casa mia ed è una storia d’amore durata per tanti anni. È una ferita che mi porto ancora dietro, ma le strade non si sono ancora divise, sono convinto che un giorno le nostre strade si incontreranno di nuovo. Perché una ferita? Perché dopo la mia malattia pensavo di poter finire la carriera al Milan, poi quando sono stato finalmente bene e potevo tornare a giocare, ho visto che non c’era più spazio”. Rino è poi intervenuto per chiarire per l’ennesima volta il suo rapporto con mister Allegri: Non ho mai litigato con Allegri, lui mi vedeva in un altro ruolo. L’amicizia con Max è rimasta, uno scudetto e una Supercoppa non si dimenticano. Ma, ripeto, con Allegri nessuna litigata, nessuno scontro. Erano due prospettive diverse, io volevo giocare e lui la vedeva diversamente.

Riguardo alla possibilità di vederlo sulla panchina del Milan, Gattuso smentisce ogni possibilità, elogiando a sorpresa l’operato di Allegri: Io sulla panchina del Milan? Oggi come oggi no, per allenare il Milan ci vuole esperienza, nonostante io conosca l’ambiente. Bisogna saper parlare ai giocatori, farsi capire, non è facile far l’allenatore. Quest’anno tutti massacrano Allegri, ma lui sta facendo un ottimo lavoro. All’inizio dell’anno da tifoso ero preoccupato, non c’era uno spiraglio di luce e non vedevo l’ora che il Milan arrivasse a 40 punti, invece lui è stato bravo a far cambiare il trend da negativo a positivo, e non dimentichiamo che è una squadra composta da molti giovani”.

A proposito di giovani, chi potrebbe arrivare al Milan è Mario Balotelli: “Berlusconi su Balotelli è stato un po’ severo, ma ho trovato molto intelligente sia il suo procuratore sia lui nel non rispondere. Balotelli può fare solo bene al Milan, di quello che può fare fuori dal campo non me ne può fregare di meno, lo spogliatoio di Milanello lo potrebbe soltanto migliorare a livello comportamentale. Se conosco bene Galliani, se ci sono le possibilità di comprarlo ci proverà fino all’ultimo. Non è stato solo Balotelli ad avere problemi con un allenatore, senza mai arrivare alle mani addosso qualche battibecco a parole l’ho avuto anche io, per lui è stata la prima volta. In fondo Balotelli ha fatto parlare di sè soltanto per i comportamenti fuori dal campo, il fatto che non esulti quando segni non conta nulla”. 

Chi, invece, ha lasciato il Milan tra i rimpianti di molti è Alexandre Pato: Il Milan non ha ceduto Pato, è stato Pato che è voluto andare via dal Milan. Lo capisco, lui è un grandissimo campione, alla sua età ho visto pochi giocatori fare le cose che ho visto fare a lui. Ma lo capisco, non era felice perchè dopo tre o quattro partite si stirava e non è mai riuscito a fare due mesi di allenamenti continuati. Era l’unico modo per farlo sentire vivo, poi vediamo se come dicono in Brasile non si farà più male, anche se a sentire queste cose mi sembrano dei maghi. Se il Milan lo voleva vendere lo faceva l’anno scorso a tre volte quello che lo ha pagato il Corinthians. Da tifoso sono felice che sia rimasto Robinho, si mangia troppi gol e questo glielo dicevo anche io, ma resta un grande giocatore”.

Infine, una battuta sul giovane campione che in questo difficile avvio di stagione ha trascinato il Milan agli Ottavi di Champions League e verso le parti alte della classifica, Stephan El Shaarawy: El Shaarawy per l’età che ha sta dimostrando grande maturità. Mi faceva arrabbiare perchè si comportava da ragazzo di 19 anni, cosa che in realtà era normale. Anche io ero un po’ duro per lui. Si vedeva che era forte ma giocava con il freno a mano tirato e io gli dicevo che per lui era più importante farsi la cresta e le sopracciglia che dare tutto sul campo. Ora è lo stesso, cresta e sopracciglia se le fa lo stesso, ma fa i gol e questo basta“.

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