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Tra nuovi scenari e centrocampisti che cambiano, ma Noce dov’è?

Sono quasi tre settimane che Antonio Nocerino non calpesta il terreno di gioco. L’ultima apparizione del Noce risale al derby del 24 febbraio, prestazione caratterizzata da tanta intensità ma da non troppa concretezza. In occasione della stracittadina, fresco per non avere preso parte all’incontro di Champions League contro il Barcellona, il numero otto rossonero aveva corso a volontà. Ma aveva soltanto sfiorato la fase d’interdizione, recuperando palloni a singhiozzo, e non era riuscito a trovare i tempi dell’inserimento, arma che nel corso della scorsa annata gli aveva permesso di segnare la bellezza di undici gol. Dopo la partita contro l’Inter, per Nocerino, sono seguite tre gare da spettatore: la sfida casalinga contro la Lazio e le trasferte di Marassi e del Camp Nou.

Nelle ultime tredici uscite, cioè dalla ripresa dopo la sosta natalizia, l’elemento in questione è stato schierato cinque volte da titolare, mentre in altre tre occasioni ha dovuto accontentarsi di scampoli di gara. Stessa situazione si era verificata a inizio Campionato, quando aveva saltato tre incontri consecutivi, contro Fiorentina, Malaga e Chievo. Nelle gerarchie, con il trascorrere del tempo, è stato superato da Mathieu Flamini e Sulley Muntari. E a quanto pare, è stato declassato a ultima scelta. E sì che tra il 17 novembre e il 16 dicembre, dopo avere abbastanza ben figurato contro il Napoli, la Juventus, l’Anderlecht e il Catania e dopo avere ritrovato l’estasi del gol contro Torino e Pescara, Antonio sembrava avere recuperato la forma migliore ed essersi rilanciato. Peccato che tale impressione, alla luce della situazione odierna, abbia rappresentato un’illusione. Nonostante non abbia mai sfigurato, pur non essendo riuscito a ripetere quanto messo in mostra l’anno scorso, Noce si è dovuto accontentare di un ruolo da comprimario. Mai è sceso in campo con regolarità. In questo modo, fino ad ora, le sue prestazioni non hanno potuto essere pienamente convincenti.

Che sia stato accantonato da Allegri poiché penalizzato, per caratteristiche, dal 4-3-3 di movimento in grado di farci risalire la classifica? Con lo schema di gioco attuato quest’anno da Max, i centrocampisti sono di certo chiamati a inserirsi con parsimonia e a dedicarsi in prevalenza alla fase di copertura e di interdizione. Ma in caso di costante ripiegamento degli esterni d’attacco, qualche incursione agli incontristi non è vietata, rete di Muntari nel match d’andata contro il Barcellona docet. Sta di fatto che domenica arriva a San Siro il Palermo. E proprio contro la compagine da cui era stato prelevato il 31 agosto 2011, durante lo scorso campionato, Antonio aveva firmato la sua prima marcatura con la maglia del Diavolo, mandando in visibilio San Siro e smentendo tutti i suoi detrattori e chiunque non lo riteneva all’altezza della causa rossonera. Che Allegri, considerando il fatto che gli elementi della mediana necessitino di un po’ di riposo, dopo il tour de force conclusosi con la sfida del Camp Nou, decida di rigettarlo nella mischia? Che Antonio, una volta sentita la fiducia del mister, sfoderi una performance di livello? Al campo, nel caso, la sentenza. Ai tifosi del Diavolo la speranza.

This post was last modified on 15 Marzo 2013 - 19:55