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Atalanta: bene l’interdizione e le ripartenze, mentre i terzini…

Gara interna in vista per il Milan che, questa sera, affronterà l’Atalanta di Edy Reja. Gli orobici sono una compagine solida e insidiosa che, nonostante sia reduce dalla bruciante sconfitta rimediata al Dall’Ara e fatichi a fare punti in trasferta, è in grado di offrire prestazioni di buon livello e di mettere in difficoltà qualsiasi avversario, tanto che, al momento, occupa l’ottava posizione della classifica, con diciassette punti. Uno score, quest’ultimo, caratterizzato da cinque vittorie, due pareggi e quattro sconfitte.

Punti di forza: l’interdizione; le ripartenze.
Nel 4-3-3 varato da Reja, grande importanza viene data ai tre centrocampisti, che dovrebbero essere Grassi, De Roon e Carmona. Questi ultimi sanno interdire con regolarità, assicurare filtro, corsa, dinamismo, aggressività, contrasti vincenti, inserimenti ed equilibrio. Ecco allora che, grazie a un midfield roccioso e coriaceo, l’Atalanta potrebbe svolgere bene la fase difensiva, costringere il Milan a sbilanciarsi e ripartire in maniera rapida ed efficace. Il tutto sfruttando, oltre alle abilità dei mediani in fase di rottura, la velocità dei due esterni d’attacco, Maxi Moralez e Gomez, bravi a saltare l’uomo, a cambiare passo e a creare occasioni.

Punti deboli: i difensori laterali.
Sul lungo andare, quando i centrocampisti abbasseranno il ritmo, l’Atalanta potrebbe andare in difficoltà e concedere spazi sulle fasce. I terzini orobici, infatti, non assicurano stabilità a lungo termine e faticano in entrambe le fasi: sono soliti spingere in maniera sporadica e imprecisa e, quando chiamati a difendere, dal momento che nemmeno vengono aiutati con regolarità dalle punte esterne, non sempre presidiano a dovere la corsia di competenza e si fanno spesso superare con troppa facilità. Ecco allora che, con il trascorrere dei minuti, la Dea potrebbe risultare vulnerabile sulle corsie laterali e lasciare che le ali rossonere imprimano la loro griffe sull’incontro.

Giocatore chiave: Marten De Roon.
Centrocampista classe ’91, efficace in fase di non possesso, dotato di senso del gioco e della posizione, abile nei contrasti e in fase di impostazione, l’ex pilastro dell’Heerenveen ha dimostrato di essersi ambientato, in Serie A, e costituisce una pedina fondamentale per lo scacchiere tecnico-tattico di Edy Reja. Dalla sua prestazione, potrebbe dipendere il rendimento del centrocampo atalantino.

This post was last modified on 6 Novembre 2015 - 22:27