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Gattuso: “Berlusconi era il mio doping, motivatore di un Milan perfetto. Lo vorrei come vice al Pisa…

La notte di Atene Silvio Berlusconi festeggiò a cena accanto a Inzaghi, l’eroe della quinta Champions del presidente. A un certo punto, Gattuso passò vicino al tavolo e Berlusconi disse a Pippo: “Tu hai fatto 2 gol e ti prendi tutti gli onori, ma senza un guerriero come Rino non esistono le grandi squadre: lui ha il cuore, la testa e le gambe“. Oggi, Ringhio, intervistato da La Gazzetta dello Sport, ricambia le belle parole nel giorno degli 80 anni dello storico numero uno del Milan.

Il primo ricordo di Berlusconi: “I rimproveri per il look, mi rompeva sempre le scatole per la barba. Ma abbiamo avuto un bellissimo rapporto“.

Una definizione per Berlusconi: “Era il mio doping. Arrivava a Milanello, ci radunava e ci dava una carica incredibile. Non dimenticherò mai il suo discorso prima della finale di Champions con la Juve a Manchester. Ha davvero un carisma incredibile, ti comunicava con le parole ma anche con il modo con cui le pronunciava“.

Rapporto: “C’era un Berlusconi che si interessava a noi, che sapevo tutto. Io non ho mai capito con chi si relazionasse… Se avevo un problema, veniva a Milanello e mi chiedeva se l’avessi risolto. E io restavo a bocca aperta. A me piace guardare la gente negli occhi, ma con lui a volte abbassavo lo sguardo“.

Quel Milan era speciale: “Era una macchina perfetta. Un po’ azienda, un po’ famiglia: tutti per uno  e uno per tutti, ma anche un progetto illuminato. Berlusconi sceglieva gli uomini, non solo i calciatori: questo fa la differenza“.

Presidente-insegnante: “Mi ha insegnato che unendo il cervello e la forza di volontà si ottengono risultati incredibili. Quando parlavamo delle sue giornate io quasi non ci credevo: erano infinite e venivano vissute con l’acceleratore a palla“.

Su cosa gli direbbe sulla sua avventura al Pisa: “L’ho sentito l’ultima volta cinque mesi fa. Non mi direbbe mai ‘chi te l’ha fatto fare’. Anzi, tiferebbe per me: ‘Se credi in questa avventura, combatti con tutto te stesso’. E io la penso come lui. E comunque ho un’idea. Se vuole, Berlusconi può venire al Pisa a fare il mio vice. Mi aiuterebbe sul campo e poi sarebbe un grande motivatore nello spogliatoio“.

E ancora: “Se capisce di calcio? Non è uno sprovveduto, ne capisce abbastanza. Ma ho una curiosità: ha fatto davvero l’allenatore all’Edilnord? Ho provato a verificarlo, ma non ho conferme“.

L’augurio finale: “Un regalo? La salute, gli basta quello. Al resto ci pensa lui“.

This post was last modified on 29 Settembre 2016 - 16:01

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redazione