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Mercato da 0 titolari. Solo polemiche e accuse

Fabrizio Villa collabora con SpazioMilan.it da settembre 2011, dopo esser stato realizzatore nel 2010 per Sky Sport. E’ opinionista a “Milan Time”, un’ora di notizie rossonere nel palinsesto pomeridiano di Radio Milan Inter (96.1 FM e canale 288 del DTT).

È stata la peggior finestra di mercato degli ultimi vent’anni. Non solo per la pochezza tecnica dei giocatori acquistati e i pochissimi milioni incassati, ma sopratutto per la pietra tombale posta sull’esclusività e sul blasone del club.

La querelle Galliani-Capozucca-Cosentino è la ciliegina sulla torta di settimane passate ad aspettare solo che arrivasse il 31 agosto. Senza aspettative, senza speranze, senza budget, con la sola consapevolezza che, se non altro, non avremmo più affrontato sessioni con questo organigramma.

L’arrivo di Mati Fernandez ha tirato fuori il peggio di un certo tipo di mondo del calcio italiano. In tutti i sensi. Un DS che accusa pubblicamente un AD, senza prove tangibili. Un AD che finisce nuovamente sotto l’occhio del ciclone per la possibile collaborazione con un intermediario radiato. Tutto sotto una pioggia di finte indiscrezioni o supposte tali via social, di reporter che a loro volta senza certezze, sputano comunque sentenze.

Siamo convinti che i nomi in entrata abbiano generato un mercato da 4 in pagella. Siamo certi che serva una cambio strutturale ai piani alti. Però siamo altresì portati a pensare che oggi sparare a raffica contro Galliani sia fin troppo semplice. Nella giornata di mercoledì ciò che è nero su bianco è che il Milan ha chiuso una trattativa con la Fiorentina per un prestito oneroso da 500 mila euro, con diritto di riscatto fissato a 1 milione di euro, superando la concorrenza del Cagliari che voleva chiudere l’operazione per il cileno ex Viola, a 0 euro, a seguito di una rescissione del giocatore stesso. Il resto ad oggi sono chiacchiere.

L’estate scorsa ci si è scandalizzati perché Adriano Galliani ha imbastito, senza portare a termine, trattative con Nelio Lucas di Doyen. La stessa Doyen poi ha partecipato direttamente o indirettamente a transazioni con altre società italiane, senza che questo abbia generato una riga di polemiche.

Non vogliamo con questo giustificare niente e nessuno. Abbiamo solo citato un altro episodio di calcio moderno malato, col le relative discrepanti reazioni, per dare un’idea di quanto pesi e quante misure esistano. Ci piacerebbe solo vedere incazzature e indignazioni più coerenti, ponderate e circostanziate, in primis da parte degli addetti ai lavori. Altrimenti l’unico risultato che si ottiene è creare disinformazione e confusione. Ambiente nel quale sguazzano spesso e volentieri le peggiori figure di ogni settore, sportivi e non.

Twitter: @fabryvilla84

This post was last modified on 2 Settembre 2016 - 12:11