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Lo scorso agosto il Milan ufficializzò l’acquisto di José Ernesto Sosa dal Besiktas. Un innesto, quello del “Principito”, che lasciò a dir poco perplessi i tifosi rossoneri, che si fecero subito sentire pubblicando sui social network la loro rabbia per un innesto abbastanza incomprensibile. Insomma, l’intuizione di Galliani non piace quasi a nessuno, ma sotto sotto tutti si aspettano che possa rivelarsi una scommessa vincente. In breve scatta però il campanello d’allarme. E le preoccupazioni per l’acquisto di un probabile flop iniziano a diventare concrete.

Sosa fin qui ha giocato con il contagocce e nelle gare in cui è sceso in campo non ha dimostrato spessore e consistenza. Nell’esordio da titolare con l’Udinese, l’argentino aveva ben impressionato colpendo tra l’altro una traversa, ma nel match successivo, a Marassi con la Sampdoria, l’ex Besiktas è naufragato in una prestazione insufficiente. Senza una posizione precisa né un ruolo stabilito, Sosa ha dato l’impressione di essere incompatibile con gli schemi di Montella. Il tecnico rossonero ha tuttavia provato a reinventarlo playmaker, provandolo davanti alla difesa nelle amichevoli contro Bournemouth e Chiasso. L’esperimento ha dato esiti negativi e per Sosa si sono aperte le porte della panchina.

Il rientro in squadra di Mati Fernandez – e quello ormai vicino di Bertolacci – lo spingono ulteriormente fuori dal giro dei titolari, che in graduatoria è stato scavalcato anche da Pasalic e Poli. Intanto il derby si avvicina e per Sosa si preannuncia un’altra serata in “panca”, dove ricoprirà le vesti di riserva e nemmeno di lusso. Il problema è che questo Milan non può permettersi un lusso simile. Da un giocatore pagato 7.5 milioni, francamente, ci si aspettava un apporto diverso: è vero che la stagione è ancora lunga, ma fin qui Sosa ha deluso ogni aspettativa.

Tra i fattori che pesano di più in questo apparente fallimento possiamo citarne almeno 3. Primo: il rapporto età-prezzo. Sosa ha 31 anni e l’ingente investimento fatto su di lui dalla società rossonera è apparso quanto mai azzardato. Secondo: il ruolo del Principito. Non ha un ruolo fisso; è molto duttile, sa giocare in più posizioni ma in nessuna riesce a offrire grandi prestazioni. E nel Milan di oggi si fatica a trovare un’utilità per Sosa. Terzo: l’atteggiamento avuto da Sosa quando è stato chiamato in causa. Nelle partite in cui l’ex Besiktas e Napoli è sceso in campo, il giocatore sembrava non applicarsi e metterci poco impegno. Così è stato facilmente rimpiazzato e superato dai compagni di squadra nelle preferenze di Montella. Come dicevamo, la stagione è ancora lunga ma Sosa rischia di rivelarsi un abbaglio.

Federico Giuliani (Twitter: @Fede0fede)

This post was last modified on 19 Novembre 2016 - 09:28

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redazione