“Questo non è il Milan”: Salvini furioso con la società, che stoccate

Il Vicepresidente del Consiglio dei ministri della Repubblica italiana, Matteo Salvini ci va giù durissimo nei confronti del Milan
Il tracollo del Milan di ieri sera ha significato molto più profondo e che va al di la della “semplice” finale persa: l’apatia dimostrata nei confronti del Bologna conferma per l’ennesima volta in stagione quanto i rossoneri non siano stati in grado di diventare un’orchestra, restando dei semplici musicisti in grado di grandi assoli.
Un sconfitta del genere apre a grandi interrogativi e mostra il fianco a moltissime critiche: in prima linea si è speso il Vicepresidente del Consiglio dei ministri, Matteo Salvini, da sempre grande tifoso rossonero.

Milan, Salvini tuona: “Era meglio in Serie B”

Intervenuto in diretta a TeleLombardia, Matteo Salvini ci è andato giù durissimo nei confronti della società e dei giocatori, sollevando parzialmente dalle responsabilità Conceicao e Furlani: “Ha vinto chi aveva più fame… e chi ha una società alle spalle. Il Bologna ha meritato, per loro era ‘la’ coppa. L’avessimo vinta noi qualcuno ci avrebbe rifilato che questa è stata una stagione soddisfacente con due trofei: con l’Inter in finale di Champions sarebbe stata una presa in giro“.

Ibrahimovic e Furlani
Milan, Salvini tuona: “Era meglio in Serie B” (lapresse)-spaziomilan.it

C’era più anima in B ai tempi di Giussy Farina, oggi in campo s’è vista la pochezza che c’è in dirigenza. Conceiçao? Il problema non è l’allenatore: chi l’ha scelto? È giunto il momento che i tifosi facciano educatamente presente che questo non è il Milan. Furlani? Ma il problema non è neanche lui, o Moncada, o Scaroni: è tutto l’assortimento. Da quanti mesi il proprietario non viene in Italia? Ma è normale? A lui forse va bene così, ma al popolo rossonero no“.

Laura Bisogno

Da Pozzuoli con ardore e sangue flegreo, ma con il cuore professionale forgiato all'ombra della Madonnina. Dal 2018 faccio parte del network Nuovevoci, dove trasformo la passione per il calcio in comunicazione. Il mio percorso si è consolidato a Milano con un Master in Giornalismo Sportivo alla Cattolica: un'esperienza che ha svoltato il mio approccio, permettendomi di raccontare oggi l'universo rossonero con una prospettiva che unisce la narrazione del Sud alla dinamicità della capitale del calcio italiano.
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