Non si placano le polemiche successive a Como-Milan. La gara, vinta dai rossoneri nonostante un netto predominio avversario, ha riaperto la tradizionale distinzione fra “giochisti” e “risultatisti”, oltre che le critiche sul gioco espresso da Max Allegri. L’allenatore rossonero ha chiesto oggi maggior rispetto per la prestazione dei suoi, ma non è mancata la controriposta di Cesc Fabregas, che non ha arretrato la sua posizione in questo dibattito.
Fabregas: “Non mi hanno detto di vincere e basta”
Fabregas, intervenuto in conferenza stampa, ha detto la sua sulle tante polemiche fra “giochisti” e “risultatisti” dopo il match:
“Mi sembra strano sentire queste cose nel 2026. Il calcio è di tutti, io ho vinto sia con Conte, che con Wenger. Faccio i complimenti al Milan perché ha vinto, ma non vuol dire che sia meglio o peggio. La gente mi attacca, ma io non ho detto niente. A me dal primo giorno a Como hanno chiesto questo, non mi hanno detto di vincere e basta, ma di creare uno stile di gioco e un’identità. Se mi avessero chiesto di vincere e basta, avrei lavorato diversamente”.
La stoccata ad Allegri: “Otto volte su dieci avremmo vinto”
L’allenatore spiega poi perché immediatamente dopo la fine della partita, al termine della sua intervista a Dazn, aveva parlato di risultatismo:
“Ho risposto perché mi attaccano. Ti può piacere una o l’altra cosa. Non è Allegri contro di me, ma il Como contro il Milan. Ogni partita è diversa, ho detto che se avessimo giocato di nuovo la partita avremmo vinto 8 volte su 10. Non si è vinto? Bravi loro, ma non sarò triste e scontento per la mia squadra”.