Rinnovo Maignan, c’è ottimismo ma spunta un nodo: cosa frena la trattativa

Tra il Milan e Mike Maignan il dialogo è tornato vivo e concreto. Dopo settimane di silenzio, la trattativa per il rinnovo del portiere francese ha ripreso quota, accompagnata da una sensazione di fiducia crescente. L’offerta rossonera è già stata messa sul tavolo e renderebbe Maignan uno dei giocatori più pagati della rosa. Restano però alcuni passaggi delicati da risolvere, che rallentano la chiusura. Un dossier importante, perché riguarda uno dei pilastri tecnici e caratteriali del Milan del presente e del futuro.

Ottimismo in crescita tra Milan e Maignan

In casa Milan si respira un cauto ottimismo sul rinnovo di Mike Maignan. La proposta economica formulata dalla dirigenza è considerata adeguata e in linea con il peso del giocatore all’interno del progetto tecnico. L’accordo prevederebbe un ingaggio da 5,7 milioni di euro a stagione, più 1,5 milioni legati ai bonus, cifra che porterebbe il portiere francese allo stesso livello di Rafael Leao, attualmente il più pagato della rosa.

La volontà del giocatore appare chiara. Maignan vuole restare a Milano e, almeno per ora, non ha mandato segnali di apertura verso altre destinazioni. Un elemento che rafforza la posizione del club e lascia spazio alla fiducia, anche se la firma non è ancora arrivata.

Il nodo delle commissioni e il lavoro della dirigenza

Ciò che manca per arrivare alla chiusura riguarda alcuni dettagli considerati tutt’altro che marginali. Il principale nodo è legato alle commissioni richieste dagli agenti del portiere. È su questo aspetto che il confronto resta aperto, con le parti al lavoro per trovare un punto di equilibrio.

Furlani e Moncada stanno portando avanti il dialogo con continuità, dopo una fase in cui i contatti erano stati praticamente assenti. Ora il tavolo è aperto e la trattativa procede, pur senza forzature.

Un rinnovo che vale più di una firma

La permanenza di Maignan avrebbe un valore che va oltre l’aspetto contrattuale. Significherebbe confermare una leadership riconosciuta, dentro e fuori dal campo, e dare continuità a un progetto che punta su identità e stabilità. In un calcio sempre più fluido, trattenere un punto fermo come lui è anche una scelta di rispetto verso il percorso costruito e verso una tifoseria che chiede certezze.

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