Youssouf Fofana è stato finora uno dei punti fermi del Milan di Massimiliano Allegri. Spesso criticato per alcuni errori di natura tecnica, il centrocampista rossonero ha saputo ritagliarsi un ruolo centrale nello scacchiere rossonero. Una posizione in campo che, come raccontato direttamente dal francese a ‘L’Equipe’, non lo convince del tutto.
Milan, Fofana e i dubbi sulla sua posizione in campo: “Non so se è il meglio per il mio futuro”
Youssouf Fofana, nel corso di un’intervista a ‘L’Equipe’, ha parlato della sua posizione in campo da quando sulla panchina del Milan siede Massimiliano Allegri:
“Non vedo più il campo dalla stessa angolazione. Non ho gli stessi punti di riferimento. Per esempio, prima, quando ero davanti alla difesa, sapevo di avere due giocatori dietro di me, uno in diagonale a destra e uno a sinistra. Senza nemmeno guardare, riuscivo a passare la palla in quella zona. Ora è completamente diverso.
Gioco come centrocampista di destra. Quando non abbiamo la palla, sono molto avanzato, quasi come un attaccante. Quando invece ce l’abbiamo, mi posiziono tra le linee. Prima andavo a cercare quei giocatori“.

Il centrocampista francese ha però ammesso senza troppi giri di parole di non essere convinto di questa sua posizione in campo:
“Quando ti si dice che giocherai più alto, all’inizio sei pure contento. Alla fine, ho capito che non è necessariamente ciò che voglio e non so se è il meglio per il mio futuro. Lo faccio ovviamente per la squadra, ma mi piaceva molto essere all’origine delle azioni, controllare il ritmo di gioco della squadra, recuperare palloni“.
Fofana esalta Allegri: “Sto facendo un passo avanti nella mia carriera con un grande allenatore”
Alla sua seconda stagione al Milan, Youssouf Fofana ha analizzato la sua evoluzione tattica, sottolineando l’importanza di un allenatore come Massimiliano Allegri:
“Il primo anno al Milan ho imparato molto dal punto di vista tattico. Prima ero un giocatore più istintivo, oggi sono più disciplinato e cerco di rispettare meglio le consegne che mi dà il mister e di leggere meglio il gioco. Cerco di fare ciò che serve alla squadra che vuol dire non solo recuperare palloni, ma anche saper costruire, aiutare i compagni, essere ben posizionati. Sono al servizio della squadra.
Io sono a disposizione del mister. Sto facendo un passo avanti nella mia carriera con un grande allenatore. Prima ero più fatalista. Oggi non la penso più così, ho capito che bisogna andare a prendersi le cose. Adesso lavoro di più sull’analisi, cerco di capire meglio il gioco e ascolto anche di più gli allenatori. Sono diventato molto più esigente con me stesso“.