Intervenuto ai microfoni di Dazn, Paolo Scaroni ha tracciato la linea sul tema stadio, soffermandosi sia sui limiti di San Siro sia sull’ambizione del nuovo impianto. Un intervento che chiarisce la direzione intrapresa e il senso strategico del progetto per il futuro del calcio milanese.
Le criticità di San Siro e l’obiettivo del nuovo impianto
Scaroni ha sottolineato come, al netto della buona visibilità, lo stadio presenti delle carenze importanti:
“Si vedono bene le partite, su questo non c’è dubbio. Tutto il resto non funziona: non funzionano l’accessibilità, la sostenibilità, gli spazi dedicati, il comfort, la sicurezza, tante cose che gli stadi moderni invece consentono di avere”
Poi ha spiegato la volontà di realizzare un impianto sportivo all’avanguardia, capace di diventare un luogo da vivere tutta la settimana e non solo nelle giornate di gara:
“Sarà uno stadio bellissimo, il più bello d’Europa, un punto di ritrovo per tutta la settimana, non solo per le partite. Daremo ai tifosi un comfort completamente diverso da quello di adesso.”
Progetto condiviso con l’Inter e il valore del derby
La scelta di procedere insieme all’Inter viene definita pragmatica, anche alla luce dei tempi già lunghi per un solo stadio. Il nuovo impianto potrà cosi diventare un’icona cittadina, senza perdere il peso storico e simbolico del derby:
“Ci abbiamo messo sette anni per fare uno stadio, si immagini quanto tempo ci avremmo messo per farne due. Milan e Inter hanno le stesse esigenze e questo ci ha facilitato la vita. Oggi fare di questo stadio il luogo dove due grandi club internazionali come Milan e Inter si confrontano, contribuirà a fare di questo stadio ancora più una icona di quanto è stato San Siro fino a oggi.”