Ruben Amorim continua a essere al centro di un dibattito rovente nel calcio italiano. Il tecnico portoghese del Milan subisce attacchi che Riccardo Trevisani, durante Fontana di Trevi per Cronache di Spogliatoio, giudica completamente ingiustificati.
Trevisani non usa mezzi termini nel difendere l’operato dell’allenatore.
“É stato trattato come un c******e, come abitudinalmente succede in questo paese se un allenatore è giovane, giochista e straniero”.
L’analisi punta il dito contro una tendenza consolidata del calcio italiano: preferire allenatori di esperienza, conservatori e legati a dinamiche locali, piuttosto che innovatori stranieri che propongono calcio propositivo.
Milan imbattuto: i numeri contraddicono le critiche
I dati forniscono una prospettiva diversa rispetto alle polemiche. Il Milan è imbattuto in campionato dopo un settimo di stagione: solo quattro squadre mantengono questo status, insieme alle due romane e alla Juventus. Eppure gli attacchi ad Amorim si sono moltiplicati soprattutto dopo la sconfitta in Europa League contro il Benfica, un risultato che non ha compromesso il rendimento domestico.
Trevisani sottolinea come il tecnico portoghese stia costruendo un progetto tattico complesso:
“Sta provando a cercare la squadra per esprimersi meglio”.
Ha sperimentato la difesa a tre, poi a quattro, testato diverse soluzioni a centrocampo. Questo lavoro metodico richiede tempo, soprattutto per chi non sceglie soluzioni facili e improvvisate.
Comunicazione trasparente e impegno concreto
Un aspetto che Trevisani apprezza particolarmente riguarda il modo in cui Amorim comunica. Non si nasconde dietro frasi vuote o giustificazioni generiche:
“Parla di campo, ti parla di dove vuole andare a far giocare la squadra, di come vuole farlo e delle difficoltà che ci sono”.
Il Milan sotto la guida del tecnico portoghese sta tentando effettivamente di esprimere calcio propositivo, un elemento che Trevisani considera meritevole di riconoscimento. L’impegno è evidente, il lavoro è concreto, le spiegazioni sono trasparenti. Eppure le critiche continuano, alimentate da una cultura calcistica che fatica ad accettare modelli diversi da quelli tradizionali italiani.
Il paradosso della critica italiana ad Amorim
Cosa manca davvero? Secondo Trevisani, nulla di sostanziale. Il Milan ha una squadra imbattuta che lavora per migliorare il proprio gioco. Amorim comunica con chiarezza, sperimenta soluzioni tattiche, non si arrende a soluzioni semplicistiche. Le critiche appaiono dettate più da pregiudizi culturali che da analisi reale.
La posizione del giornalista è netta: gli attacchi al tecnico portoghese rispecchiano una dinamica ricorrente nel calcio italiano, dove innovazione e stranierità vengono spesso penalizzate. Trevisani arriva addirittura a offrire la propria difesa legale:
“Che problemi avete con Amorim? Perché avete problemi? Rispondo io, vengo io a fargli l’avvocato!”.
Il Milan continuerà il suo percorso sotto la guida di Amorim. La sosta per le nazionali rappresenta un’opportunità per consolidare il lavoro tattico. Il prossimo periodo dirà se le scelte del tecnico portoghese porteranno il Milan a un livello superiore, ma fino a questo momento i numeri e il percorso non giustificano la virulenza delle critiche ricevute. La vera sfida sarà trasformare il potenziale tattico in risultati concreti, dimostrando che il calcio propositivo di Amorim funziona anche nei momenti decisivi della stagione.
