A Milanello, regole e divieti: agli ordini del colonnello Pippo Inzaghi

“Dico ai tifosi che il Milan sarà una squadra che lotterà: chi non lotta non potrà mai giocare nel mio Milan”. Conferenza stampa del raduno, 10 luglio 2014.
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Instancabile, preciso, semplicemente Filippo Inzaghi. I primi giorni di allenamento del nuovo tecnico rossonero, analizzati stamane da La Gazzetta dello Sport, rappresentano già un piccolo grande successo. SuperPippo ha chiesto regole e rispetto, la squadra lo sta seguendo con voglia e passione.

Il programma del ritiro prevede due sedute di lavoro al giorno: una alla mattina ed una al pomeriggio tardi, quando il caldo si fa sentire di meno. La sveglia suona alle 7.45, colazione e poi lo spostamento negli spogliatoi… con 45 minuti di anticipo. Sì perché Inzaghi ama parlare al gruppo, specie in questo periodo, solo dopo, alle 9, ci si sposta sul campo. L’aspetto mentale prima di tutto, la fame di vincere e il DNA rossonero per lottare per la maglia e difendere i colori rossoneri. E’ già il Milan di Inzaghi, presente e martellante sotto ogni punto di vista (anche durante le esercitazioni atletiche di Tognaccini). I giocatori fino ad ora hanno risposto bene e sono rimasti colpiti dalla cura maniacale di tattica e dettagli: le novità sviluppate ieri insieme a Vio, specialista delle palle inattive “rubato” alla Fiorentina, hanno fatto centro e sono state molto apprezzate. E ancora, sul fronte alimentazione sono previsti degli spuntini di frutta a più riprese per reintegrare il fisico.

Pippo sta dedicando anima e tempo al progetto, impossibile “spegnerlo”. E’ stato difficile accettare che l’amichevole interna di questo pomeriggio, ore 18, si giocasse a porte aperte. Niente ritardi, bandito l’uso dei cellulari. Agli ordini del colonnello Inzaghi.